Il governo israeliano pare essere intenzionato a reprimere sempre più duramente la resistenza del popolo palestinese, “sfruttando” il pretesto degli attacchi terroristici.
Gli attentati hanno costituito un ottimo pretesto per mettere in atto una dura repressione nei confronti del popolo palestinese, anche se l’impressione è che le forze israeliane stiano “colpendo nel mucchio”, più che avere un’idea precisa della provenienza degli attentati.
Le vittime israeliane di attentatori palestinesi sale a 11, le più alte in una sola settimana dal 2006 in un contesto non di guerra.
La risposta israeliana non si è fatta attendere, con decine di uccisioni e di arresti di militanti palestinesi.
In seguito agli attacchi, il primo ministro israeliano Naftali Bennett si è rivolto alla popolazione con un video nel quale ha affermato «Cosa ci si aspetta da voi cittadini israeliani? Vigilanza e responsabilità. A chi ha il porto d’armi dico che questo è il momento di tenere una pistola (a portata di mano)».
Il momento è poi particolarmente delicato anche in ragione del fatto che ad aprile convergeranno l’inizio del Ramadan e la Pasqua cristiana ed ebrea.
Preghiamo che la situazione in quel lembo di terra così caro ai fedeli delle tre grandi religioni monoteiste non peggiori ulteriormente.
Luca Dal Bon – redazione.

