RIPRESA ECONOMICA E GUERRA: DUE LINEE PARALLELE CHE NON SI INCONTRANO MAI

L’OPINIONE e IL RACCONTO DELLA SITUAZIONE ECONOMICA , POLITICA PER LA VOCE DEL NOSTRO MARCO LAMANTIA PER LA RUBRICA AGORA’POLIS

La guerra tra Ucraina e Russia sta causando parecchi problemi all’economia del Bel Paese. L’Italia, economicamente prostrata dalla pandemia, stava finalmente e faticosamente risalendo la china con una risalita del PIL che faceva ben sperare anche se, a dirla tutta, l’inflazione destava parecchie ansie. Questo ripresa in chiaro scuro comunque era innegabile e presente senonché la Russia alla fine ha fatto quello che noi tutti sappiamo e che non ripeteremo per l’ennesima volta. La guerra ha attivato il freno a mano sulla macchina che stava faticosamente percorrendo la strada della  crescita. Le sanzioni alla Russia, ricordiamo che Italia e Germania sono tra i Paesi che più hanno legami economici con Mosca e che ci sono interi distretti nella Penisola che commerciano esclusivamente con i russi, hanno consolidato un rallentamento già in itinere, considerando anche la situazione di Kiev che ovviamente sta concentrando i suoi sforzi in campo militare, e che è anch’esso un importante partner commerciale per l’Italia.

GRAFICO DISEGNATO.SITUAZIONE DEL PIL

La crescita del Pil dovrà essere rideterminato e probabilmente dimezzato. L’economia Italiana potrebbe crescere intorno al 2-2,5%, (prima delle guerra si prospettava una crescita anche del 4,5%). Tuttavia cerchiamo di comprendere come potremmo sfruttare una situazione difficile a nostro vantaggio. In primis abbiamo il PNRR e i soldi dovranno essere spesi in maniera adeguata per permettere al nostro Paese, non solo di crescere ma anche di superare tutti quei deficit strutturali che da troppi anni non permettono all’Italia di stare al passo dell’Europa. Servono interventi strutturali e non tamponi capaci solo di diminuire i danni ma incapaci di risolvere i problemi e che, con cadenza regolare, alla fine si ripresentano con conti sempre più salati. Abbiamo un problema con l’energia ed è ora di sfruttare i soldi del PNRR per costruire un piano energetico basato sulle fonti rinnovabili, rispettoso dell’ambiente e capace di creare posti di lavoro. L’Italia, per posizione e caratteristiche geografiche, può essere l’Arabia Saudita delle rinnovabili e per fare questo la classe politica deve lavorare per fare le cose giuste e non le cose facili (nucleare, carbone etc.). Questa guerra deve spingere la nostra classe dirigente verso la transizione ecologica senza compromessi al ribasso. Sulla base di quanto verrà fatto comprenderemo se il Governo, i Governi che si succederanno, vorranno un Paese capace di porsi obbiettivi ambiziosi, oppure, per fare i soliti interessi di pochi, si accontenteranno di un Italietta che vive alla giornata e che si accontenta di essere agli ultimi posti per crescita economica tra i Paesi dell’UE. Forse aumentare la spesa militare di 14 miliardi con un Governo che fatica a trovare i soldi per fronteggiare il caro bollette è la prima cosa da non fare.

Marco Lamantia

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