Luca Roverselli per la Rubrica Il Viaggio di Cristoforo Colombo presenta i Paesi Bassi

Fino al V Secolo queste terre costituiscono il limite a Nord dell’Impero Romano, conquistate da Giulio Cesare nel corso del I Secolo a.C. In seguito alle invasioni barbariche si stanziano poi nel territorio varie popolazioni di differente provenienza. Vi furono così i Sassoni, genti di origine germanica che occuparono la parte Nord dei Paesi Bassi, e poi ci furono i Batavi, provenienti dalle aree del Reno. Nei Paesi Bassi settentrionali si diressero poi ancora i Frisoni che abitarono principalmente le zone costiere. I Franchi, che entrarono già nell’Impero Romano come federati, transitarono attraverso queste basse pianure per poi occupare la Gallia trasformandone il nome in Francia. Nel Secolo VIII tutte quelle regioni divennero parte dell’Impero carolingio, fondato da Carlo Magno e nel corso dei tempi immediatamente posteriori vi sorsero numerosi piccoli principati semi-indipendenti soggetti, almeno formalmente, all’impero. Successivamente protagonista degli eventi storici fu un evento naturale di straordinaria magnitudine, si tratta di un’imponente mareggiata avvenuta nel 1287 che travolse la barriera di dune che separava il lago Flevo dal mare provocando ingentissimi danni e migliaia di morti. In seguito a tale evento si verificò l’inondazione permanente di una parte rilevante del territorio dell’attuale Olanda, solo in tempi recenti parzialmente prosciugato. Nel XV Secolo i Paesi Bassi passarono sotto il controllo della famiglia degli Asburgo ma nel 1566 una violenta rivolta nelle Fiandre dilagò in tutto il paese e l’anno successivo Guglielmo d’Orange, capo dei rivoltosi fu costretto a fuggire in Germania in seguito all’arrivo del duca d’Alba inviato per sedare la rivolta. Pochi anni dopo però Guglielmo ritorna e scatena una nuova insurrezione e gli insorti proclamarono finelmente la propria indipendenza nel 1581. Proprio in questo periodo un ottico tedesco naturalizzato olandese, Hans Lippershey realizza nel 1609 il primo cannocchiale, uno strumento che sfrutta la rifrazione ottica ed è in grado di ingrandire la visione delle immagini. Pochissimo tempo dopo questa straordinaria invenzione, tra il 1609 e il 1610,  Galileo Galilei punta quel dispositivo verso il cielo e scopre i quattro principali satelliti di Giove: Io, Europa, Ganimede e Callisto, decretando la nascita dell’astronomia scientifica strumentale. Ma quest’epoca conobbe anche la prima bolla di tipo finanziario della storia, conosciuta come “bolla dei tulipani”, sicuramente la prima documentata nella storia del capitalismo. Nella prima metà del Seicento infatti la domanda di bulbi di tulipani raggiunse picchi inauditi e un singolo bulbo finì per raggiungere prezzi superiori al valore di una bella tenuta di campagna! Così dal 1636 il bulbo di questo fiore divenne il quarto prodotto dell’esportazione a causa delle speculazioni sui futuri tulipani che sarebbero nati e si sarebbero resi disponibili per il commercio, soprattutto tra i clienti della middle class che erano disposti ad esborsi notevoli per assicurarsi il possesso dei tulipani più rari. In breve questi caratteristici fiori vengono anche scambiati con terreni e case e un buon commerciante poteva arrivare a guadagnare più di 5.000 fiorini al giorno. A titolo di paragone una tonnellata di burro si comprava con 100 fiorini. Alcuni commercianti vendevano i bulbi che avevano intenzione di piantare – futures – e che quindi non esistevano ancora. Ma ad un certo momento fu chiaro che non era più possibile mantenere quel livello di domanda e in breve tempo si diffuse il panico tra gli investitori, provocando lo scoppio della bolla. Molti uomini d’affari caddero in rovina e i giudici chiamati a derimere legalmente le questioni dichiararono che non era plausibile la richiesta di onorare quei contratti, paragonati al gioco d’azzardo. Il secolo è comunque considerato il secolo d’oro per i Paesi Bassi. Gli Olandesi fondano numerose colonie in India, in Indonesia, in Africa e nelle Americhe, estendendo la propria influenza territoriale e commerciale su gran parte del pianeta. Nel XVIII Secolo il predominio coloniale fu sostituito da quello inglese che espanse notevolmente le proprie aree di influenza ma le terre che facevano parte dei possedimenti dei Paesi Bassi vivevano comunque un periodo tranquillo e caratterizzato da una notevole stabilità economica. Trascorrono i decenni e con il Congresso di Vienna che si svolge tra il novembre 1814 e il giugno 1815 viene creato, da una costola dell’Impero francese, un nuovo stato europeo con lo scopo di limitare le spinte espansionistiche della Francia. La nuova entità politica ha preso il nome di Regno Unito dei Paesi Bassi con l’accordo che il suo governo si sarebbe riunito alternativamente a L’Aia e a Bruxelles. Nel XX Secolo, durante la seconda guerra mondiale, nel corso della campagna di Francia, il paese rimase occupato dalle truppe della Germania nazista. Poi nel 1942 i possedimenti in Asia vennero occupati dalle forze giapponesi e la situazione si aggravò un po’ ovunque e solo dopo una grave carestia che colpì il paese nel corso del 1944 portandosi appresso numerose vittime, avvenne la liberazione nel maggio del 1945. Nel 1948 i Paesi Bassi diedero origine all’unione doganale del Benelux, rinunciando a gran parte del loro impero coloniale. Grazie agli stanziamenti del Piano Marshal la perdita delle colonie non comportò una recessione economica ma anzi l’economia conobbe un momento di crescita che si tradusse in un ampio benessere sociale. Alla meta degli Anni 50 si interrompe anche il dominio olandese  sul Suriname e su Curaçao che in seguito assume il nome di Antille ma solo nel 1975 il Surineme lascia definitivamente il Regno dei Paesi Bassi e diviene una Repubblica. Anche Aruba ottiene poi lo status di nazione e si affranca dall’influenza europea ma solo nel 1986 e in pochi decenni arriviamo ai nostri giorni. Oggi I Paesi Bassi sono di straordinaria importanza strategica commerciale grazie ai loro grandi ed efficienti porti. La struttura portuale più imponente è quella dell’Europoort presso il comune di Rotterdam che fino al 2004 era il maggiore porto del mondo e poi Amsterdam, quarto porto europeo per tonnellaggio in transito, che fu utilizzato per la prima volta nel corso del XIII Secolo e divenne uno dei massimi scali portuali al tempo della Compagnia olandese delle Indie Orientali nel XVII Secolo. Oggi il porto di Amsterdam è il secondo dei Paesi Bassi. I territori geografici del paese hanno caratteristiche uniche che attirano un grande flusso di turisti da ogni parte del mondo. Il paesaggio è straordinariamente piatto e la gran parte delle sue terre ha una quota inferiore al metro sul livello del mare, ma sono le zone in depressione ad incuriosire maggiormente i visitatori provenienti dagli altri paesi. Alcune aree infatti si trovano fino a 7 metri sotto la quota del mare e sono protette dall’invasione delle acque da una serie di dune e dighe che disegnano quel paesaggio in modo inconfondibile. La lotta per contendere al mare e ai fiumi parti importanti e fertilissime del territorio fa parte della cultura e della storia di quelle terre. Spesso conosciamo i Paesi Bassi con il nome di una loro parte, L’Olanda, che rappresenta la maggioranza della popolazione ma che tuttavia resta una regione all’interno di un contesto politico e sociale molto più variegato e poliedrico. Qui le acque in eccesso devono spesso essere asportate con l’ausilio di pompe idrovore e n passato il pompaggio avveniva con l’uso dei mulini a vento, anche utilizzati per la lavorazione del grano e che caratterizzano in maniera pittoresca e suggestiva le terre di quel paese. I Paesi Bassi sono anche terre di fiori e di paesaggi unici. La sua capitale Amsterdam, principale città, che possiede uno dei massimi centri rinascimentali d’Europa appare suggestiva ed imponente e a 120 chilometri da Amsterdam esiste un piccolo borgo, Giethoorn, dal sapore favolistico, tra corsi d’acqua immersi nel verde e accoglienti casette d’altri tempi, dove trascorrere una vacanza letteralmente fuori dal mondo. I suoi 176 ponti in legno e le sue ampie aree da esplorare le conferiscono un aspetto unico. E poi c’è L’Aia, che si staglia splendida sulle acque ed è sede del parlamento e del governo e offre la residenza ai sovrani dal 1831. Un’altra città molto interessante, che rappresenta in una veste unica la storia e l’ambiente dei Paesi Bassi e Breda, situata nella provincia del Brabante Settentrionale e che fu uno dei feudi del Sacro Romano Impero. I Paesi Bassi sono luogo di grande ingegno e di straordinaria vitalità e costituiscono un centro di vigorosa attività commerciale che attraverso l’imponente rete di porti coinvolge e scandisce l’economia in tutto il pianeta.

Luca Roverselli-Redazione

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