La Voce di Dio.Testimoni di Fede racconta la vocazione di Padre Vittorio Quaranta.

Oggi la nostra Rubrica Settimanale si trova a Messina per incontrare Padre Vittorio Quaranta che a noi si è reso disponibile nel raccontare la sua vocazione, il suo amore per Dio, la sua storia rispondendo ad alcune nostre mirate domande.

Carissimo Padre Vittorio sei un giovane sacerdote ci puoi raccontare quando nella tua vita hai conosciuto Dio?

Dio l’ho scoperto sempre di più nella mia vita quando , man mano che crescendo , sono vissuto all’interno della mia comunità cristiana dentro la mia parrocchia perchè io vengo fuori da una parrocchia ” orionina” dove all’interno del catechismo per i sacramenti con a seguire l’azione cattolica ho avuto modo di scoprire Dio anche grazie e soprattutto alle figure che me lo hanno testimoniato nella loro vita sia ai sacerdoti avuti e anche nei laici . Dio poi l’ho scoperto e l’ho conosciuto nella mia storia personale infatti rileggendola ho visto i segni della Divina Provvidenza non a caso sono un figlio della stessa ogni giorno.

Quale è stata la miccia che ti ha spinto a diventare sacerdote? Ci puoi raccontare la tua vocazione religiosa parimenti a quella sacerdotale?

Partiamo dal fatto che io non volevo fare il prete assolutamente e quando qualche animatrice me lo aveva proposto la mia risposta è sempre stata negativa in questo senso. Anche se loro vedevano una mia certa intimità con il Signore. Poi ero e sono tutto oggi “caciarone” ma durante la messa no. Da qui arriva il quinto anno delle superiori (da qui intanto ho avuto la testimonianza bella di tanti sacerdoti) dove arriva la domanda. ” Cosa faccio da grande?” Avevo già le prospettive di lavoro, le prospettive affettive , avevo tutto quello che umanamente uno potesse desiderare , avevo il massimo della realizzazione ma nonostante tutto la vocina interiore era più forte : ” Perchè non sono contento fino in fondo?” Queste domande non le ho poste a nessuno se non a Gesù nell’Eucarestia . Solo a Lui. Infatti dapprima gli ho detto: ” Se è questa la tua idea sappi che non va bene” e ogni settimana gli elencavo un motivo ma nell’arco della settimana durante la proclamazione delle letture la voce si forticava tanto che ne parlai con il mio parroco. Vi confesso che ci andò con i piedi di piombo ,conoscendo lui la mia vita, fino poi invitarmi a entrare in seminario. Logicamente o orionino o niente perchè gli occhi di Don Orione mi hanno sempre affascinato. Entro in seminario e sotto sotto , oggi lo dico con molta onestà, ho l’idea di farmi cacciare per dimostrare a Dio che la mia vita è un altra. Feci quanto un seminarista non doveva fare. Alla fine del primo anno il mio direttore mi chiama e mi fece : ” Io ti dovrei cacciare ma credo nella tua vocazione per una frase che tu dissi il primo giorno di seminario. ” Davanti a queste parole rimasi sconcertato. Allora il secondo anno dissi al nuovo direttore spirituale tutta la verità e con la frase più semplice : ” Camminiamo” oggi sono a 15 anni di consacrazione e 15 anni di sacerdozio.

Nel tuo percorso quale parte significativa del sacerdozio ti spinge ancora di più intrensicamente unito a Dio?

La mia debolezza. Io so che per quello che posso fare non salverò mai nessuno perchè io non sono un Salvatore anzi io stesso ho bisogno di essere salvato da Dio. Ecco perchè ho bisogno di essere salvato da Lui di tutte le situazioni che incontro. La mia preghiera è più affidare a Lui la mia vocazione , l’affidamento della parola da portare alle persone che incontro. Ecco quello che mi coinvolge di più.

Dopo questa accattivante storia ci puoi far pervenire un messaggio a chi è lontano dalla fede ? Cosa gli diresti tu sia come uomo che come sacerdote?

Ho due episodi. La prima è quella di don Orione con il giovane Ignazio Silone con cui fece un viaggio in treno all’età dei suoi 16 anni per accompagnarlo in un nostro collegio dopo che è stato cacciato da un collegio romano. A un certo punto don Orione disse a Ignazio : ” Dio non è solo in Chiesa. Tu attraverserai dei momenti bui nella tua vita ma non sarai mai solo. ” Poi quella di Padre Pio con il medico che lui voleva coinvolgere per la Casa Sollievo della Sofferenza.Il medico disse al frate: ” Io non credo in Dio” e Padre Pio: ” Eh va beh Dio crede in te” . Ecco il suggerimento che darei a chi non crede : ” Ama giocandoti la vita con le persone , ama senza aspettarti niente . Questo lo può fare chiunque . Amare è il rischio del giocarsi la propria vita e se Dio è Amore lo si incontra anche se non vuoi o non ne hai consapevolezza non a caso ci saranno ultimi che saranno i primi e primi che saranno ultimi.”

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