a cura dell Rubrica “Agorà Polis ” con Marco Lamantia
Il conflitto purtroppo tuttora in corso tra Russia e Ucraina ha scosso tutta l’Europa e naturalmente anche l’Italia. È vero che nel mondo ci sono tante guerre, in Yemen per esempio si spara da troppi anni, tuttavia la sbagliata natura umana impone una maggiore preoccupazione per quanto capita vicino a noi. Una guerra in Europa, nel 2022 e con una pandemia ancora non del tutto superata, forse solo i diplomatici e d esperti di diritto internazionale potevano aspettarsela.
Invece le bombe sono arrivate e con loro le immagini di morte e distruzione che hanno fatto salire un fastidioso nodo alla gola a tutti noi. La parola nucleare ci incute terrore sia per le centrali nucleari presenti nel campo di battaglia, che se danneggiate potrebbero causare una nuova Chernobyl, sia, e soprattutto, per gli arsenali bellici capaci di distruggere un intero Paese in pochi secondi.
La reazione nel nostro Paese è stata di ferma condanna all’invasione di un Paese sovrano. Putin ha torto ed è un invasore e tutti noi “tifiamo“ Ucraina. Tifano Ucraina, condannando Putin anche coloro che cercano di spiegare un fenomeno complesso come questa guerra, sottolineando anche le responsabilità dell’Occidente. Una certa informazione fa passare costoro per filorussi, ma per fortuna, la popolazione non è come alcuni media vorrebbero.
Il 47% degli Italiani vorrebbe che il nostro Paese non si facesse coinvolgere dalla guerra, il 31% pare favorevole all’invio di armi in Ucraina mentre il 5% appoggerebbe anche l’invio di truppe.
Gli effetti negativi sull’economia preoccupano tutti noi: i rincari dei prezzi, con gli italiani che cercano di risparmiare sulla benzina, diminuendo gli spostamenti, il costo dell’energia sono tutti i fattori che rallenteranno la nostra crescita. Tuttavia proprio sul tema delle sanzioni alla Russia, la popolazione pare condividere le sanzioni alla Russia. Non trascurabile la percentuale intorno al 19% di persone che sta prendendo in considerazione l’idea di accumulare scorte alimentari.
Marco Lamantia

