
destinazione gran canaria 
carnevale a santa cruz 
Arrecife,capitale di Lanzarotte 
Las Palmas de Gran Canaria 
Puerto del Rosario 
esperienza in sottomarino di Lanzarotte 
il suggestivo interno del sottomarino
Plinio il Vecchio, antico cronista dell’Età romana ci ha lasciato un’enorme opera di testimonianza e un’accurata descrizione della vita e dei costumi del suo tempo. Morì nell’anno 79 d,C. durante la drammatica eruzione “Pliniana” del Vesuvio che proprio da lui prende il suo Nome. In quel periodo Plinio si trovava infatti a Miseno, presso la città di Napoli, con la funzione di praefectus classis Misenensis, titolo di alto ufficiale della Flotta Imperiale romana. Egli nei suoi scritti parla diffusamente dell’arcipelago delle Canarie identificando quelle terre come le Isole Fortunate e le Canarie lo sono davvero. Il loro clima privo dell’alternarsi delle stagioni e le loro acque che concedono bagni di mare anche durante i mesi invernali hanno ispirato anche altri autori antichi a credere che avessero origine soprannaturale e che le loro spiagge rappresentassero la porta d’ingresso per Campi Elisi. Forse si deve proprio a Plinio il nome che oggi ha l’arcipelago e Canarie deriverebbe dal latino canis: cane, per la presenza sulle isole di grandi branchi di cani selvatici. Ancora nell’Antichità Erodoto narra che i Fenici, all’inizio del VI Secolo a.C. avevano circumnavigato l’Africa partendo dall’Egitto, per conto del Faraone Necao II e durante la loro navigazione in senso antiorario attorno al continente avevano scoperto un grande arcipelago ad occidente delle terre continentali. Nel resoconto del loro viaggio quegli antichi esploratori vennero reputati degli invasati da parecchi loro contemporanei per il fatto di avere raccontato che per un lungo periodo di tempo il Sole illuminava il mondo all’incontrario, presentandosi nel cielo in direzione del Nord anziché del Sud. Ma questa è la prova astronomica che nel loro viaggio essi avevano superato la linea dell’equatore raggiungendo realmente le terre più a Sud del massimo parallelo. Quelle isole erano abitate da un popolo molto eterogeneo sulla cui provenienza ci sono ancora oggi molte speculazioni tra gli studiosi e la loro origine è definita protoberbera. All’arrivo degli Europei nel XIV Secolo con il genovese Nicoloso da Recco e il fiorentino Angiolino de’ Corbizi nei loro villaggi si viveva ancora all’età della pietra e quel popolo aveva tali e tante differenze da isola a isola che l’uso del nome Guanci per gli abitanti di tutto l’arcipelago risulta essere un artificio molto impreciso e oggi l’etnologia preferisce l’utilizzo del termine Guanci esclusivamente per definire la popolazione dell’isola di Tenerife. Quelle genti non si conoscevano tra loro con quel nome ma furono gli Spagnoli a chiamarli così distorcendo il termine indigeno Guanchinet che significava uomo (Guan) di Tenerife (Chinet) e per questo motivo sarebbe il nome proprio della popolazione di Tenerife. La loro origine è antichissima e gli studi delle evidenze genetiche presenti nelle sepolture ritrovate sulle isole mostrano una significativa radice nordafricana che risale circa al quinto millennio dell’era precristiana, epoca in cui si verifica la desertificazione del Sahara e le genti che abitavano in quelle aree sono costrette a spostarsi. I primi ritrovamenti che testimoniano l’esistenza di insediamenti stabili sono però quelli della Grotta dei Guanci a Icod de los Vinos, presso Santa Cruz de Tenerife, che risalgono al VI Secolo a.C. Reperti archeologici ritrovati sull’isola di Lanzarote presentano evidenze secondo le quali i primi insediamenti dovevano essere di origine culturale fenicio-punica e pare che quelle prime comunità umane si siano stabilite sull’isola intorno al X Secolo a.C. Pur essendo una popolazione isolana i Guanci non conoscevano l’arte della costruzione navale e della navigazione. Oggi risulta molto più chiaro che in passato il fatto che le varie isole erano perciò abitate da comunità molto differenti tra di loro, che spesso parlavano lingue diverse, incomprensibili tra i vari gruppi. Queste differenze affondano la loro radice nelle variegate caratteristiche topografiche dei suoli e nella differente fertilità tra i suoli delle isole dell’arcipelago. I ritrovamenti mostrano altresì uno stretto legame della cultura isolana con l’area culturale romana che in seguito alla crisi dell’Impero del III Secolo a.C. e alla successiva anarchia militare è andato via via assottigliandosi fino a cessare del tutto nel corso del IV Secolo. Gli Spagnoli conquistano poi le isole nel XV Secolo, prevalendo sui Portoghesi per la supremazia su quei territori e gli ultimi Guanci si arrendono alle forze della Castiglia già alla fine di quel secolo. Nel giro di pochi decenni la memoria dei Guanci inizia poi a scomparire e la loro cultura viene per lungo tempo dimenticata. Miti e leggende sono nate nel corso del tempo su quei popoli e su quelle terre che compaiono alla vista dei naviganti emergendo come una visione dalle acque dell’oceano e nelle storie marinare si narra della presenza in tempi andati di una misteriosa isola sulla quale sbarcò all’inizio del VI Secolo il monaco irlandese Brandano di Clonfert – da non confondere con il suo contemporaneo Brandano di Birr – che diede a quella mitica terra il nome con cui è conosciuta: Isola di San Brandano. Finalmente dal 2018 il patrimonio etnografico di tutti i nativi preispanici di quelle terre è stato dichiarato, dallo Statuto di autonomia delle Canarie, bene culturale da preservare. Oggi le Canarie sono tra le maggiori attrazioni per il turismo balneare ma non solo. La straordinaria varietà del territorio naturale che caratterizza l’arcipelago offre esperienze uniche ai visitatori di quelle isole sospese tra cielo e mare beneficiate da un clima mite e caratterizzate da un ambiente accogliente tale da consentire una permanenza piacevole e confortevole durante tutto l’anno. L’isola di Lanzarote, vulcanicamente molto attiva, è dominata da paesaggi di un’imponenza unica, nei quali l’assenza di vegetazione e le forme rugose e grottesche assunte dai sedimenti in seguito alle eruzioni rendono la vista di quei luoghi estremamente suggestiva ed è possibile vivere queste emozionanti sensazioni visitando il Parco Nazionale di Timanfaya. Ma per coloro che amano l’avventura e desiderano provare l’ebbrezza di un viaggio in sottomarino è possibile vivere un’esperienza davvero indimenticabile con il Submarine Safaris di Puerto Calero che propone un’ora di immersione fino a 40 metri di profondità a bordo di un sommergibile di costruzione finlandese di 106 tonnellate che permette una perfetta visione delle bellezze del mondo sommerso attraverso una grande finestra posizionata davanti al sedile di ogni viaggiatore. Imperdibile per chi è sufficientemente prestante per raggiungerlo è poi il museo subacqueo pensato dallo scultore Jason DeCaires Taylor che lo ha ideato e realizzato a 14 metri sotto la superficie del mare con opere dedicate ai morti causati dall’immigrazione al largo delle coste di Lampedusa. Emergiamo poi dagli abissi a Tenerife dove sono disponibili svariati tour in barca diretti ad avvistare la splendida fauna marina con balene e delfini. E ancora per vivere il mare ci sono i tour in catamarano e in kayak che permettono di ammirare e scoprire da vicino gli angoli più esotici e particolari che caratterizzano quei luoghi. Non si può rinunciare poi a salire sulle pendici del vulcano Teide che con i suoi 3715 metri di altitudine domina la città Santa Cruz. Un’esperienza da provare è sicuramente quella proposta da molti operatori turistici dell’isola che prevede di scalare i suoi fianchi guidando un quad, a diretto contatto con le sensazioni regalate da quei paesaggi così insoliti e così spettacolari. E poi ancora Gran Canaria, considerata un continente in miniatura. Qui la natura è incredibilmente varia e riassume a piccoli settori le caratteristiche che distinguono tutte le altre isole. I paesaggi desertici di Roque Nublo convivono in questo luogo straordinario con i boschi esotici e le enormi spiagge. La selvaggia Gomera ospita invece una foresta di felci tra le più antiche del nostro pianeta e poi ancora la struggente e ventosa Fuerteventura che vanta le spiagge più belle dell’arcipelago. In una permanenza non superiore a paio di settimane è possibile percorrere qui l’intera superficie del nostro pianeta, non solo attraverso un viaggio nella varietà dei suoi luoghi ma anche con un viaggio attraverso la più suggestiva dimensione del tempo. Queste terre sono infatti in grado di farci vivere e percepire direttamente le forme e i colori che la Terra aveva in quelle ere lontane quando le sue tremende forze sotterranee stavano ancora plasmando il mondo che noi oggi vediamo.
Luca prof Roverselli-Redazione

fuerteventura 
gli antichi guanci riportati in vita nelle Isole Canarie 
grotte abitate dall’antico popolo Guanci 
la mitica isola di san brandano 
muse marino 
nuseo 
una mummia guanci
