La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso presentato da Rosanna Spatari, la titolare della Torteria di Chivasso, che era rimasta aperta nell’autunno 2020, nonostante il coprifuoco imposto dal governo Conte.
Il suo caso era divenuto un simbolo, e la titolare una “pericolosa disobbediente”.
Si arrivò fino alla chiusura del locale e al sequestro dei beni, operati attraverso una disposizione della Procura di Ivrea.
Niente di più sbagliato ed oppressivo.
La Corte di Cassazione in una sua sentenza ha affermato senza appello che la Torteria di Chivasso non ha commesso alcun illecito penale, ma che poteva essere sottoposta unicamente a delle sanzioni di tipo amministrativo.
Secondo la Suprema Corte, dunque, il fatto non è previsto dalla legge come reato con riferimento all’articolo 650 del codice penale, che recita testualmente “Chiunque non osserva un provvedimento legalmente dato dall’Autorità per ragione di giustizia o di sicurezza pubblica, o d’ordine pubblico o d’igiene, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato (337, 338, 389, 509), con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 206”.
Chi la dura la vince: giustizia è stata fatta!
Luca Dal Bon.


