Rubrica Il Viaggio di Cristoforo Colombo.

Barco de Menorca Ibiza 
matematico Al khwarizmi 
colombo
Terra in cui le culture si incontrano e dove l’intreccio proficuo tra le loro diversità ha consentito alcuni dei progressi epocali più profondi e significativi avvenuti nell’Occidente. La sua storia incontra la cultura araba e berbera agli inizi del VII Secolo, epoca nella quale quelle popolazioni si espansero nella penisola iberica conquistando quasi tutto il suo territorio. La Spagna Islamica: Al Andalus – in lingua gotica: Landahlauts, termine dal quale deriva l’attuale nome della regione: Andalusia – è così formata da un caleidoscopio di culture che si sono fuse con le genti dei feudi visigoti allora presenti in quelle terre. Proprio in questi tempi avviene qualcosa di fondamentale per il successivo progresso del mondo intero. Gli Arabi avevano infatti importato dalle Indie due potentissimi concetti matematici grazie al loro matematico Muhammad al-Khwarizmi al cui nome dobbiamo il termine algoritmo, reso possibile proprio dalle nozioni che lui importa dall’Oriente: i due concetti sono, uno quello della notazione posizionale, che assegna una collocazione differente alle cifre che rappresentano unità, decine, centinaia e via dicendo e l’altro quello dello zero, grandezza matematica priva di dimensione. Prima di allora in Europa si utilizzavano i numeri romani e con essi è dimostrato che non possono essere trovate procedure sistematiche di calcolo: gli algoritmi appunto. Ma dal momento in cui per via spagnola questi concetti giungono nel nostro continente, in pochi secoli si passa dal pallottoliere al calcolo infinitesimale e la scienza fiorisce in breve tempo in tutti i Paesi del vecchio mondo. Intanto i piccoli regni cristiani presenti nei territori del Nord provano lentamente a riconquistare le aree in mano agli Arabi e nel corso della loro lenta opera durata circa cinque secoli riescono a ricondurre la Spagna sotto l’influenza culturale cristiana. Questo lungo periodo di riappropriazione di quelle terre è quello noto agli storici come Reconquista. Questo è il tempo in cui viene istituita la tristemente nota Inquisizione Spagnola e le popolazioni arabe ed ebree vengono espulse da tutti i territori iberici. E poi è il momento del grande viaggio. Siamo nel XV Secolo ed è il tempo della scoperta del Nuovo Mondo. Cristoforo Colombo, nominato Ammiraglio dai Re di Spagna si appresta a vivere la sua avventura nel grande oceano. Egli si era già spinto oltre le colonne d’Ercole negli anni immediatamente precedenti ed era giunto fino alle Azzorre. Adesso però era il momento della grande impresa, evento che fu poi adottato dagli storici come marchio per contrassegnare l’inizio del Rinascimento, ancora una volta un evento di matrice spagnola è artefice di un grande progresso comune per la cultura e per la società umana. Cosi dall’anno 1492 le Americhe sono presenti sulle carte geografiche di tutto il mondo. Storicamente è doveroso ricordare gli studi del professor Bausani, capo del dipartimento degli Studi Islamici dell’Università di Venezia che rileva nella mappa Piri Reis del 1513 che raffigura le Americhe e deriva il nome da un ammiraglio ottomano, una nota che recita: “questi lidi vennero scoperti dall’infedele Colombo nell’anno 890”. Anno dell’era araba che corrisponde a un periodo a cavallo tra il 1485 e il 1486. Quindi secondo le ricerche del professor Bausani quello del 1492 sarebbe stato il secondo viaggio del grande navigatore nel Nuovo Continente. Quello che è certo è che nel corso del XVI Secolo la Spagna fu la massima potenza allora presente al mondo ed estese la sua influenza e il suo dominio fino a coprire la meta del globo. Le sue colonie andavano dall’attuale California fino alla Patagonia e dai Caraibi fino al Pacifico, raggiungendo il grande arcipelago delle Filippine. Ma nel corso del secolo successivo il regno di Spagna dovette affrontare i difficili dissidi e conflitti in Europa che ne provocarono un imponente dissesto finanziario e poi in seguito alla guerra di successione spagnola degli inizi del Settecento la grandezza di quella nazione tramontò definitivamente e lo scettro di massima potenza si spostò in Francia dove regnava allora il celebre Re Sole, Luigi XIV. Da allora la Spagna perde via via tutti i suoi possedimenti, prima attraverso il processo di emancipazione dei territori d’oltre oceano e poi per conseguenza della guerra ispano-americana del 1898, il drammatico conflitto con gli Stati Uniti, dopo il quale si dissolve definitivamente l’impero della Corona spagnola.

Siviglia Partiolare 
siviglia 
sagrada familia interno 
sagrada familia
Oggi la Spagna conserva le memorie di tutti quei grandi avvenimenti che ebbero vita durante la storia dei suoi territori e che furono radicati nella coscienza del suo variegato popolo, così quella cultura e quei luoghi sono oggi meta dei viaggi di milioni di turisti da tutto il mondo. Tra Sole e mare, arte e tradizione la Spagna offre la possibilità di realizzare qualsiasi tipologia di vacanza. Dalle città ricche di storia alle più particolari mete naturalistiche, dagli eremi solitari ai più fragorosi luoghi di aggregazione, sia per chi vuole vivere di giorno e sia per coloro che amano le luci e i suoni della vita notturna. Le città spettacolari con il loro millenario patrimonio storico sono la prima meta consigliabile. Siviglia è la meta preferita da coloro che immaginano la loro vacanza in un luogo dal fascino vibrante, nel cuore di un’Andalusia, colma della presenza ancora palpitante delle antiche culture che la abitarono. Poi c’è Barcellona, la città catalana forse più attiva e dove ci sono molteplici possibilità di esplorare e di sperimentare, oltre naturalmente a non poter fare a meno di visitare le opere del grande architetto Gaudì tra le quali spicca sena dubbio la basilica della Sagrada Familia con le sue guglie alte quasi duecento metri. Poi Valencia, una delle località preferite dalle famiglie, con le sue bellissime spiagge e i suoi caratteristici ristoranti, senza dimenticare come sempre l’arte. Madrid, la capitale è davvero imponente e concede le visite alle grandi opere del passato che sono a contatto diretto con la vita del presente in una simbiosi unica che solo lì si può vivere. Le sue strade sono animate nel corso di tutte le ventiquattro ore, nel giorno e nella notte con un turbinio vivente di persone e di colori. Sulla Costa del Sol c’è poi Malaga, famosa per la vita balneare ma anche per le vestigia di un’antica gloria che si può respirare e vivere percorrendo le viuzze del suo centro storico. Per chi ama particolarmente la vita notturna declinata con il sole e le spiagge, ricordiamo le attrazioni delle Baleari che offrono una struttura alberghiera accogliente e che adottano prezzi in linea con le possibilità delle famiglie e dei giovani i quali animano da decenni quelle estati con la loro allegria. Infine non possono mancare le isole Canarie, sospese tra cielo e mare e dotate di una natura unica e spettacolare, con l’isola vulcanica di Lanzarote che permette di assistere dal vivo agli spettacoli che avvengono nelle profondità della Terra.

Panorama di Lanzarote nel Parco Nazionale di Timanfaya 
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parco naturale Arribes del Duero 
parco naturale Arribes del Duero
Ma vogliamo andare a conoscere anche una Spagna profonda e poco nota che è in grado di affascinarci e di conquistare il nostro stupore. L’Isola di Lobos, a nord di Fuerteventura, nelle Canarie, che deriva il suo nome dalle presenze dei leoni marini, conosciuti dagli spagnoli come lupi marini – in spagnolo lobo è lupo – e oggi sono purtroppo a rischio di estinzione. Questi splendidi animali sono stati decimati dai pescatori isolani per il fatto che si mangiano grandi quantità di pesce sottraendolo alla pesca: ognuno di loro si nutre infatti con circa 40 chilogrammi di pesce al giorno. Sull’isola è presente anche l’imponente gabbiano reale che si fa ammirare per la maestria del suo volo facendosi trasportare dalle correnti aeree che soffiano sul mare. I suoi paesaggi selvaggi e la vista di questi straordinari animali sono certamente un’esperienza unica. Uno dei paesaggi più straordinari del nostro pianeta possiamo trovarlo ancora una volta in Spagna, nel parco naturale di Los Arribes del Duero, a ovest della Castiglia-Leon. Si tratta di un canyon inciso in quella regione dall’azione del fiume Duero, è lungo quasi 100 chilometri e le sue gole hanno dislivelli che raggiungono i 500 metri. La visione di quelle forme dall’aspetto così insolito e dalle proporzioni così maestose lascia senza fiato chiunque si trovi al loro cospetto. Questa è la Spagna, una terra da conoscere e da vivere, in grado di conquistare con il suo fascino e capace di stupire le nostre coscienze con la profondità dei popoli che l’hanno abitata e con lo spettacolo della sua natura.
Luca Roverselli-Redazione
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