Diario di Bordo. Anna ci racconta come vive qui in Italia il conflitto ucraino russo. Dalla storia ai suoi sentimenti.

Ucraina di ieri e di oggi.

In un tempo dove la serenità vene meno i cittadini ucraini, grazie al sostegno degli organi di stampa, raccontano la loro storia. Oggi infatti abbiamo intervistato Anna Boni , oggi residente a Milano , che ai nostri microfoni ci racconta la sua storia e la vita in Ucraina in questo tempo dove il conflitto continua a procedere nella maniera più aspra senza un attimo di tregua. Lì Anna ha i suoi parenti , i suoi amici ed è difficile raccontarsi in questo momento per lei e per la sua gente assai difficile. Fin da subito la ringraziamo per la disponibilità.

-Anna , ucraina e residente a Milano. Cosa ti ha portato in Italia e qual’è la tua storia?

Abito in provincia di Monza. Sono venuta per la prima volta in Italia nel 2007 in quanto ricevetti un contratto come modella dove ho svolto questa professione per sei mesi. Sono innamorata di questo Paese e il mio sogno era di vivere qui. Mia mamma vive in Italia da 25 anni. Sono venuta con mio figlio che aveva 3 anni e ho incominciato a lavorare come barista poi ho conosciuto mio marito e nell’arco del tempo ho aperto una scuola di equitazione dove insegno ai bambini ad andare a cavallo. Il loro sorriso mi ripaga moltissimo.

Oggi Kiev e l’Ucraina, la tua terra d’origine, è colpita dalla guerra. Ci puoi raccontare come è la situazione al di là di quello che si legge o si ascolta?

La guerra di Donbass e Doniusk è scoppiata 8 anni fa. Lì combatteva anche il mio ex marito. Nessuno si immaginava che Putin colpisse tutta l’Ucraina. Ho mio padre in Ucraina , mio fratello e ancora parenti. L’esercito russo ammazza i bambini , la gente civile che non c’entra nulla ma che tende a vivere serena anche se ora di sereno non c’è nulla . I miei connazionali debbono scappare via dalle loro case. Le donne possono uscire ma gli uomini debbono distaccarsi per combattere la guerra. Ovviamente le donne e i bambini hanno il distacco dal marito perchè vivere oggi lì è pericoloso. E’ uno strazio tremendo. E’ una situazione terribile come mi racconta mio padre quando riesco a sentirlo. Pensate che la sirena suona ogni dieci minuti proprio per invitare chi ancora è rimasto a mettersi al sicuro. Mio padre e tutti i miei connazionali in guerra dormono nei bunker / cantine . Mio zio dal Mariupol non lo sento da nove giorni perchè non si può nè chiamare , nè scrivere. Non vi è nè luce , nè internet quindi nè possibilità di comprare il cibo.

-A tal proposito stai facendo una raccolta fondi per il tuo popolo. Da dove è partita questa iniziativa e come si fa a contribuire o dare una mano?

In allegato alla seconda domanda vorrei aggiungere che nonostante i cosidetti ” corridoi verdi o umanitari” (come si dice qui in Italia) utili per far scappare le persone e i bambini l’esercito russo agisce lo stesso colpendo chi non riesce a entrarci. Spesso sono minori. E’ una tragedia. Per rispondere alla domanda invece vorrei raccontarvi un piccolo particolare. Quando seppi queste notizie i primi giorni piangevo e soffrivo poi seppi di un gruppo di sodalizi che in piazza Duomo organizzarono la manifestazione per la pace ” Un Aiuto all’ Ucraina”. Mi aggregai . Di seguito mi informai come aiutare e così , dopo le dovute indicazioni, ebbi il mio compito. Infatti mi occupo del settore medicinale visto che sono bombardati i servizi sanitari come del resto tanti altri luoghi. Per aiutarci basta scrivere a me nei canali social o direttamente ai vari gruppi di sostegno umanitari.

-Anche se è retorica questa domanda ti chiediamo quali sono i tuoi sentimenti verso questo tragico conflitto?

Come possono essere i miei sentimenti? Prima avevo paura poi non capivo la motivazione di questa guerra visto che siamo sempre stati fratelli: l’uno si aiutava con l’altro. Il dolore si è accentuato quando persone amiche della Russia ci scrivevano sms brutali che non posso spiegare. Dopo il dolore : la rabbia. Ero molto arrabbiata sul comportamento di alcuni russi nei nostri confronti . La forza però del nostro popolo mi ha dato speranza, sono convinta che arriveremo a farcela. Vogliamo proteggere la nostra terra. Noi ucraini amiamo il nostro Paese. Io amo l’Ucraina. Sono nata lì, il mio cuore è lì, la mia mentalità sarà sempre ucraina. Fatemi dire però che provo spiacere per le mamme russe di quei militari spesso giovani che combattono e muoiono in Ucraina. Questi ragazzi vengono da noi per ordine dello zar russo ovviamente. A me fa male che questa gente non può esprimere la sua opinione. Non è tragico questo conflitto umanamente solo per il popolo ucraino ma anche per il popolo russo. In sintesi questo è quanto posso raccontare perchè i sentimenti sono tanti e se non li vivi è difficile comprenderli o spiegarli.

Qual è la speranza per il futuro? Si potrà intravedere il sole anche nella bella Ucraina?

Io so che ce la faremo. Il nostro popolo ce la farà. Siamo un popolo con un gran cuore e con l’anima pulita. Siamo disponibili ad aiutare tutti in qualsiasi frangente. Sa qual’è il bello se penso anche l’Italia? Siamo tutti una famiglia. Ci aiutiamo vicendevolmente. E’ commovente ed è fantastico. Io so che l’amore fa miracoli e qui oggi ne vedo tanto. Per me vinceremo questa guerra perchè siamo tutti uniti.

Ti ringraziamo per la tua disponibilità .

Grazie a voi.

Emanuele Dondolin e tutta la Redazione

Lascia un commento