Commentando l’Ordine del Giorno redatto dal Comitato dei Diritti Umani e sul quale è stata raggiunta una sintesi, dimostrando che di fronte al dramma internazionale ciò che ci unisce è più forte di ciò che ci divide, ricordo un episodio storico: l’ultima volta che De Gasperi e Adenauer si incontrarono – a casa di quest’ultimo – i due statisti passarono ore a progettare, con matita e carta, come sarebbero potute essere le uniformi di un futuro e comune Esercito Europeo. L’auspicio, oggi, è che il percorso verso la realizzazione di un Esercito comune sia ripreso, senza nuove interruzioni. Servirà, e non sembri un paradosso, a mantenere la pace, con la forza della deterrenza. Dobbiamo arrivare alla capacità di pensare, come Europa, autonomamente le nostre politiche di difesa, senza sudditanze di sorta nei confronti degli Stati Uniti, sudditanze che sono un fattore di debolezza e poca credibilità. L’Europa deve arrivare a emanciparsi dal ruolo di mera sostenitrice delle politiche decise dal Presidente degli Stati Uniti. Ribadisco l’orgoglio di far parte di una regione che si è già messa a disposizione per accogliere le persone che stanno fuggendo dalle aree devastate dal consiglio. Con dolore e commozione ricordiamo le parole di Papa Francesco: oggi, a farsi la guerra, sono – ed è un dramma – due nazioni cristiane. Il nostro pensiero va oggi alle popolazioni colpite dal conflitto, a chi sta perdendo la vita e a chi, in Russia, si sta opponendo alla politica di Putin, con il coraggio di chi rischia in prima persona. Chiedo l’immediato ritiro delle truppe russe e la creazione di un tavolo di pace.
Silvio Magliano



