LA VOCE DI DIO.TESTIMONE DI FEDE PRESENTA : ANTHONY MARTINO.

Quanto ancora l’uomo ha fede in Dio oggi ? Quanto l’uomo affida sè stesso a Dio con i propri bisogni dedicando ad esso la vita? A queste domande indirettamente ci risponde il seminarista Anthony Martino, natio di Messina, che ci racconta la sua storia.

Anthony innanzitutto grazie per la disponibilità per l’intervista. La prima domanda si basa sulla tua esperienza di fede. Quando hai iniziato a conoscere Dio e quando hai deciso di dedicare la tua vita a Lui?

Sono nato in una famiglia umile, lavoratrice, una famiglia che ha un bar a Milazzo in provincia di Messina e che comunque nei miei anni ho avuto la possibilità vista la parrocchia che affianca il bar di incuriosirmi e maturare la mia fede, la mia vocazione. Vocazione non da subito compresa ma una vocazione negli anni maturata grazie alla preghiera e al discernimento. La vocazione è nata all’età di tre anni quando sognai Gesù Misericordioso in una galleria buia con tanti fedeli che andavano verso di lui con una candela in mano e lui voltandosi verso di me ha detto.” Seguimi”. Io l’ho seguito e il sogno si è interrotto. Così è nata la vocazione, così è nato il cammino di gioventù nella parrocchia di Santa Maria Maggiore come capo dei ministranti . Questo periodo mi ha dato la forza di capire meglio la strada.

Quali sono i percorsi vocazionali che stai intraprendendo?

Sono stato anche a Roma non con poche difficoltà. In tutte le storie di grandi santi come San Pio, come Don Bosco , abbiamo sempre visto il demonio che ha sempre cercato di mettere la coda nella santità di questi grandi santi non permettendo molto spesso molte cose immediate. Così il mio vescovo non era d’accordo con questa esperienza. Stetti a Roma anche se capii che non era il mio percorso perchè ero sotto gli occhi di tutti e -senza polemica – specialmente dell’arcivescovo che non si era preso alcuna responsabilità. Poi comunque il discernimento, la vocazione è un percorso molto bello se fatto con serietà , amore ma soprattutto ci dobbiamo far guidare da Dio perchè se noi non seguiamo realmente la vocazione, quella che ancora sto cercando di capire con molta più attenzione come la preghiera, non c’è nulla da fare. La vocazione bisogna viverla soprattutto anche nelle famiglie.

Quale consiglio daresti a un giovane lontano da Dio che vuole ravvicinarsi alla fede?

Bene invece per quanto riguarda quello che voglio dire ai giovani vista la domanda desidero fare mie le parole di Benedetto XVI ” Ai giovani dico che la Chiesa ha la vocazione di portare al mondo la gioia. Una gioia autentica e duratura. Un cristiano non può essere mai triste perchè ha incontrato Gesù Cristo che ha dato la vita per lui. Fate sì che l’amore sia la vostra misura, l’amore durevole sia la vostra sfida, l’amore che si dona alla vostra missione”. Quindi ai giovani che hanno la vocazione è giusto che facciano queste parole proprie per intraprendere un percorso di fede.

Il Direttore

Emanuele Dondolin

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