Il Pensiero Domenicale di Padre Andrea

In questa Domenica siamo chiamati a riflettere sul nostro rapportarci con gli altri a partire da noi stessi: “ Può forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutte e due in un fosso?” dice Gesù.

Per fare luce agli altri, bisogna prima di tutto avere luce in noi, vivendo degli insegnamenti di Gesù, della sua Parola, accolta in noi, meditata, perché possa formare il nostro cuore. Dobbiamo metterci prima di tutto alla scuola del maestro: “ Un discepolo non è più del maestro; ma ognuno, che sia ben preparato, sarà come il suo maestro”. Nella misura in cui il discepolo assimila e traduce nella vita quotidiana la Parola del maestro, la incarna ogni giorno, può essere guida luminosa per i fratelli e le sorelle e attirarli a Lui.

È un impegno che richiede lavoro su se stessi, per tutta la vita, bisogna guardarci dentro, non deve succedere che il discepolo esige dagli altri quello che lui non fa, o pretenda di correggere negli altri quello che forse in forma più grave tollera in se stesso, combattere il male negli altri e non combatterlo nel proprio cuore è l’atteggiamento dell’ipocrita, c’è una disconnessione tra quello che dico agli altri e quello che invece devo risolvere in me.

“ Ogni albero infatti  si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda”.

C’è una contrapposizione tra i fichi e l’uva da una parte e gli spini e i rovi dall’altra, è una simbologia importante, mentre l’uva e i fichi sono i frutti della terra promessa, è il segno del compimento della meta, dell’abbondanza, della benedizione, le spine e i rovi sono invece simbolo del male, in Gn 3 rappresenta la maledizione.

Quali frutti producono le nostre azioni, le nostre parole? Prendiamoci cura del nostro cuore, con la Grazia di Dio chiediamo di portare sempre in noi frutti di benedizione. “ Dio nostro Padre, che hai inviato nel mondo la Parola di verità, risana i nostri cuori divisi, perché dalla nostra bocca non escano parole malvagie ma parole di carità e di sapienza”.

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