Crisi in Ucraina. La nostra posizione. Focus sulle idee della Cina. Appello del Papa per la pace.

La situazione in Ucraina è precipitata nelle ultime ore, ed ormai il conflitto tra Mosca e Kiev è iniziato.

Schierarsi apertamente per una parte o per l’altra, in queste situazioni, può risultare spesso difficile e controproducente.

Come redazione la nostra idea è sempre quella di far prevalere la diplomazia e di evitare ad ogni costo la guerra, e lo ribadiamo con forza.

A questo proposito sposiamo in toto l’appello di Papa Francesco, che ha indetto per il mercoledì delle ceneri, il 2 marzo, una giornata di preghiera e digiuno.

Sappiamo che la tradizione dei Papi degli ultimi anni in questo senso è immutata. È ancora nella nostra mente il ricordo dell’appello alla pace di Giovanni Paolo II che tentò di scongiurare la guerra in Iraq nel 2003.

Le cronache storiche ci ricordano degli accorati appelli alla pace da parte di Pio XII subito prima della Seconda Guerra Mondiale.

Spostando il nostro orizzonte ad est, apriamo un focus sulla posizione della Cina in questa crisi.

Il gigante cinese è tradizionalmente alleato della Russia, e c’è stato recentemente, a Pechino, nel giorno della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi invernali, la stretta di mano tra i due presidenti che ha sancito l’accordo di cui abbiamo scritto a suo tempo.

La Cina ha fatto sapere in queste ore al mondo intero di essere contraria alle sanzioni economiche nei confronti della Russia.

Il dragone però gioca una partita diplomatica più variegata; infatti il Presidente Xi Jinping in questa fase storica tiene molto anche ai rapporti con gli Stati Uniti d’America e le altre potenze occidentali soprattutto per quanto riguarda la spinosa questione di Taiwan.

Gli USA hanno ufficiosamente rassicurato la potenza asiatica di essere contrari ad una dichiarazione d’indipendenza da parte di Taiwan.

Questo nuovo elemento potrebbe essere l’ennesimo colpo di scena nell’intricata vicenda che vi stiamo raccontando in queste settimane.

Luca Dal Bon.

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