Negli ultimi anni è allarme per quanto riguarda la sanità pubblica. Infatti sono moltissimi i medici e gli infermieri che decidono di abbandonare la sanità pubblica, per intraprendere la via della sanità privata.
Alla base di questa scelta ci sono i ritmi di lavoro sempre più insostenibile, la carenza di supporto da parte dei dirigenti preposti e la chiusura di reparti ospedalieri che pregiudica le possibilità di carriera.
Questa situazione viene particolarmente esacerbata dalla pandemia del virus COVID-19, che ha visto tutti i professionisti sanitari, medici, infermieri, oss, psicologi, educatori, tecnici, ausiliari, e così via, sottoposti a forte stress, perché in prima linea a fronteggiare l’emergenza, e poi visti all’inizio della pandemia come “eroi” e dopo 1-2 anni alcuni di loro addirittura sospesi dal lavoro senza retribuzione per non aver accettato l’obbligo della vaccinazione anti-covid imposto dal governo Draghi.
Se per quanto riguarda i medici non c’è comunque carenza in linea generale, essendo il nostro Paese uno degli stati europei dove c’è il maggior numero di medici per numero di abitanti, la carenza del personale infermieristico sta raggiungendo vette mai viste prima.
Per far fronte alla “fuga” degli infermieri si stanno cercando professionisti da altre nazioni oppure si stanno richiamando in servizio infermieri pensionati.
In questo contesto è avvenuto il terribile caso di cronaca di Sara Viva Sorge, infermiera di 26 anni morta in un incidente stradale dopo aver smontato notte, e dopo essere stata costretta a sottoporsi a turni continui e massacranti.
Luca Dal Bon.



