Crisi Ucraina-Russia, ci sono segnali distensivi.

La deadline del 16 febbraio, che avrebbe coinciso con l’attacco della Russia nei confronti dell’Ucraina, è stata disattesa.

I fatti ci consegnano una situazione meno calda rispetto a qualche giorno fa.

Il Presidente russo Vladimir Putin vuole la garanzia che l’Ucraina non entri nella NATO (e neppure Georgia e Moldova) e vuole che le regioni del Donbass e della Crimea rimangano autonome, ma ha assicurato negli ultimi giorni, anche al cancelliere tedesco Olaf Scholz, che non invaderà l’Ucraina.

In questi giorni appare proprio la Germania l’interlocutore più autorevole con i russi.

Intanto la Russia avrebbe iniziato a ritirare parte delle truppe al confine.

Ma dagli USA non ci si fida.

“C’è quello che dice la Russia. E poi c’è quello che fa la Russia. E non abbiamo visto alcun ritiro delle sue forze”, ha detto il segretario di Stato americano Antony Blinken in un’intervista a MSNBC. “Continuiamo a vedere unità militari che si spostano verso il confine, non lontano dal confine”.

Situazione ancora da monitorare, ma speriamo che i canali diplomatici abbiano successo.

Luca Dal Bon.

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