Giornata Internazionale per l’Epilessia. Che cos’è? Quali sono i sintomi e cosa bisogna fare?

a cura di Emanuele Dondolin

Oggi è la Giornata Internazionale per l’Epilessia. Si ripercorre ogni anno, solitamente il secondo lunedì di febbraio, diverse iniziative in alcuni ospedali italiani con delle conferenze o momenti significativi per la promozione sul tema sempre poco conosciuto e additato da alcuni come “male oscuro” dando così adito a pregiudizi “promotori” della discriminazione sociale piuttosto che della sua inclusione nel mondo.

Quest’anno infatti le Associazioni AIME , APICE , LICE ; primi tutelatori di questa malattia; si impegnano a rendere viva questa iniziativa con un motto “ Io vivo con le Stelle”. Motto significativo sprone per la comunità a non arrendersi all’ignoranza altrui che giudica o classifica chi ne è affetto senza pudore o ritegno portando avanti i propri obiettivi nella vita.

Pensate che tante sono le patologie spesso conosciute grazie alle sue campagne ma è dolente evidenziare che pochi conosco questa malattia o meglio dire diversità che più di 50 milioni di persone nel mondo , 6 milioni in Europa , 600.00 in Italia hanno.

Tra questi nella storia antica vediamo Socrate , Pitagora , Giulio Cesare , Alessandro Magno, Napoleone , Lenin per poi proseguire con i più celebri autori come Dante, Flaubert , Byron , Dickens, Poe, Dostoevskij ed Agatha Christe. Nel campo religioso invece Papa Pio IX , S.Filippo Neri, l’apostolo Paolo o San Paolo , Mahtma Ghandi e tanti altri profeti. Nel campo artistico possiamo citare Van Gogh.

Cosa succede quindi a chi soffre di Epilessia? Quali sono i tipi ?

A detta di autorevoli medici e dell’Associazione Aime chi è colpito dall’epilessia subisce una “scarica “ di breve durata.

La paura è il male che create a chi ne soffre perché è peggio della discriminazione come a volte succede in diversi ambienti religiosi. Le cause dell’epilessia sono diverse a seconda che si tratti di una forma parziale o generalizzata. Nell’epilessia focale sintomatica, la causa più comune è la presenza di lesioni strutturali, quali aree ischemiche, emorragiche, tumori, o anche cicatrici di pregressi traumi o interventi chirurgici, e in tal caso si parla di epilessia parziale secondaria o sintomatica. In altri casi, pur essendoci evidenza clinica o strumentale dell’origine delle crisi da una specifica area cerebrale, gli esami radiologici quali TC o RM (risonanza magnetica) non sono in grado di mostrare alcuna lesione strutturale, e si parla pertanto di epilessia focale criptogenica.

Nell’epilessia generalizzata, esistono le forme idiopatiche, in cui si ritiene che il paziente, per una predisposizione individuale, o talora ereditaria, abbia una ridotta soglia epilettogena per cui la sua corteccia cerebrale può andare incontro a una crisi epilettica anche in assenza di cause o stimoli esterni specifici. Esistono alcune condizioni predisponenti, quali astinenza o abuso di psicofarmaci, etilismo acuto o cronico, disordini metabolici o elettrolitici, che hanno il ruolo di fattori scatenanti in pazienti già affetti da epilessia, ma che in certi casi possono costituire l’unica causa della malattia, e vanno pertanto corrette. In presenza di tali fattori predisponenti, o di un evento cerebrale recente, si parla di crisi sintomatica acuta. L’epilessia in generale ha due picchi di incidenza durante il corso della vita: il primo durante l’infanzia, il secondo nella popolazione anziana, dopo i 65 anni. Tali picchi riflettono le cause più comuni, che sono le forme generalizzate idiopatiche o congenite, a insorgenza di solito in età infantile, e le patologie cerebrovascolari e neurodegenerative, la cui insorgenza cresce con l’aumentare dell’età.

Cosa succede?

Sempre l’AIME e la LICE ci spiegano: “Nelle crisi di assenza il soggetto diventa improvvisamente incosciente, spesso a occhi aperti, di solito non cade e non presenta disturbi motori. Mentre, alla perdita di coscienza si associano contrazioni muscolari diffuse, che provocano la caduta a terra del paziente. È spesso presente contrattura mandibolare, e successivamente un periodo di recupero di durata variabile. Esistono poi altri tipi di crisi generalizzate meno frequenti quali le crisi toniche, atoniche o miocloniche.

Cosa Bisogna Fare?

Sicuramente si tocca l’aspetto emotivo quindi renderlo tranquillo e , come detto in precedenza, non giungere a giudizi affrettati o a discriminazioni sociali spesso presenti in campo lavorativo occupazionale e purtroppo religioso per alcune confessioni di fede. Sicuramente , come consigliano i neurologi , se l’atto succede subito bisogna sostenere chi ne è affetto e se l’atto persiste accasciarlo a terra o su una sedia chiamando se non si risveglia entro i 2/3 minuti il 118 sempre però personalmente consigliato essendo degli esperti del settore. Se ha crisi lievi basta non rilevare troppo la patologia perché così si “ violenta “ la sua psiche. ( è così per ogni patologia )

CONSIGLIO A CHI E’ EPILETTICO

L’epilettico come il diabetico o altre persone affetto da qualsivoglia patologia sono figli di quella “ unicità “ e discriminarla si fa un vero vilipendio al soggetto e alla Costituzione del Proprio Paese oltre che all’interesse della Comunità. Personalmente vi consiglio di non aver paura di dire come faccio io che sono affetto da questa diversità fisica o meglio caratteriale perché non siete i diversi ….. magari i veri diversi saranno chi vi giudica. Denunciate chi vi discrimina!Sempre!

CI SONO CURE

Certamente! Sarà più chiaro però il vostro neurologo di fiducia o centro specializzato come Humanitas , Niguarda, San Paolo, Besta di Milano .

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