Rubrica SALUTE E BENESSERE: il fenomeno suicidario in Italia.

In Italia, per quanto riguarda la popolazione che ha dai 15 anni in su, si registrano circa 4000 suicidi all’anno.

Il tasso di suicidi sfiora l’80% per quanto riguarda gli uomini e supera di poco il 20% per quanto riguarda le donne.

La maggior parte dei suicidi avviene nel Nord Italia, aumenta considerevolmente con l’età, e raggiunge un picco di quasi 20 casi ogni 100000 abitanti tra gli anziani con oltre 70 anni.

Anche nelle donne, pur essendo il fenomeno molto più contenuto, aumenta con l’anzianità.

Dopo una riduzione significativa dei suicidi negli anni Novanta del secolo scorso e nei primi anni Duemila, questo trend si è bruscamente invertito in coincidenza con la spaventosa crisi finanziaria del 2007-2008.

L’aumento più significativo in questo ultimo quindicennio si ha negli uomini tra i 25-30 anni e i 65-69 anni.

Il rischio suicidario è inoltre aumentato vertiginosamente negli ultimi due anni a causa delle conseguenze della pandemia del virus COVID-19.

I motivi alla base di questo pericolo sono i seguenti:

1) distanziamento sociale;

2) consumo di alcool;

3) violenza domestica;

4) restrizione delle libertà personali;

5) paura del contagio;

6) stress e burnout per i medici e gli operatori sanitari;

7) ruolo della comunicazione (che può aver esacerbato paura e ansia);

8) riduzione dei servizi dedicati alla prevenzione e cura del disagio mentale e del suicidio o riduzione del personale ad essi dedicato;

9) crisi economica con il conseguente aumento della disoccupazione e della precarietà e riduzione del reddito.

Nonostante la prevenzione del suicidio sia stata individuata come obiettivo prioritario dai maggiori organismi internazionali, solo pochi Paesi nel mondo hanno sviluppato una strategia nazionale per la prevenzione del suicidio e l’Italia non è ancora tra questi.

Anzi, purtroppo fa amaramente sorridere il fatto che il nostro Paese in questi giorni (e settimane e mesi) sia al contrario impegnato ad approvare anche qui in Italia il suicidio assistito, che è sostanzialmente la morte del Servizio Sanitario Nazionale e della dignità e dell’integrità della persona, il cui diritto alla vita dal concepimento alla morte naturale dell’individuo è primario e da esso tutti gli altri discendono.

Luca Dal Bon.

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