Da molti personaggi politici di primo piano ormai la crisi esistente in Ucraina viene giudicata tesa e complessa.
Mentre la Casa Bianca, con il Presidente Joe Biden, si dice preoccupata della situazione, ed invita il Presidente Vladimir Putin a non attaccare l’Ucraina, pena serie conseguenze, la risposta dal Cremlino, a stretto giro di posta, parla di isteria della Casa Bianca.
Anche in Germania la situazione viene definita seria e preoccupante.
Il Presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha chiesto all’Unione Europa di sanzionare preventivamente la Russia.
Sono intervenuti nel dibattito anche importanti esponenti ecclesiastici.
“Ripeto a tutti che chi causa guerra oppure chi non si impegna a proteggere la pace non ha diritto a chiamarsi cristiano”. Parole durissime di condanna sono pronunciate in queste ore delicatissime per la pace dal nunzio apostolico in Ucraina, monsignor Visvaldas Kulbokas. “La gente è molto preoccupata e tesa”, dice il nunzio al Sir: “È evidente che i politici spesso non riescono a trovare strumenti adatti per superare i conflitti, perché c’è quasi sempre una qualche contrapposizione tra gli interessi di parte”.
È poi intervenuto anche Papa Francesco, durante l’Angelus di oggi in Piazza San Pietro.
L’appello del Papa ai politici: serve ogni sforzo per la pace.
“Le notizie che giungono dall’Ucraina sono molto preoccupanti. Affido all’intercessione della Vergine Maria, nella coscienza dei responsabili politici, ogni sforzo per la pace. Preghiamo in silenzio”. Cosi’ Papa Francesco al termine dell’Angelus invitando i fedeli in piazza.
Infine, ribadiamo la nostra posizione e la nostra linea editoriale: la guerra non porta da nessuna parte, bisogna mantenere la pace a tutti i costi. Non parteggiamo per alcuna parte in causa. La guerra si può ancora evitare facendo prevalere il buon senso e la sana diplomazia al rumore delle armi.
Luca Dal Bon.
La redazione.


