Sandigliano o Santilianus?. Un Paese nato nel 999 . Oggi frequentato da agricoltori e allevatori.

Il toponimo, attestato nel 999 come “Santilianus”, deriva probabilmente dal gentilizio romano gentilius. Compresa in epoca medievale tra i feudi del comitato di Vercelli, appartenne a diversi signori del luogo, finché, nel 999 venne ceduta, per volontà imperiale, all’episcopato vercellese e suddivisa, in seguito, tra i signori di Sandigliano e i Vialardi. Questo portó il paese ad essere diviso in due con la famiglia Vialardi fedele all’imperatore del sacro Romano impero e quindi ghibellino e i Sandigliano di forte tradizione filopapale e quindi guelfa .questa situazione portó alla nascita  di due “Sandigliano diverse”costruite quasi una in faccia l’altra come a sfidarsi . L’attuale castello della rocchetta sede dalla famiglia Sandigliano aveva un suo ricetto che dal castello circondava  tutta l’area circostante ed era una struttura difensiva ancora esistente nel 1500 .l’altro ricetto sorse nella borgata villa ed era il paese fortificato della famiglia Vialardi sotto il controllo austero del torrione di Castel Vialardi (il piu antico dei due castelli ) che ancora  oggi osserva con la sua possenza la campagna circostante. Invasa dalle truppe viscontee nel 1353, subì più tardi anche il saccheggio da parte dell’esercito di Facino Cane, durante le lotte tra i Visconti e i Savoia per il possesso del biellese. Ceduta dagli stessi Savoia in parte ai Vialardi e in parte agli Avogadro venne infeudata a Sebastiano Ferrero nel 1493 e ripetutamente saccheggiata, nel XVII secolo, durante le lotte tra francesi e spagnoli per il possesso dell’Italia settentrionale. Nell’Ottocento l’abitato entrò a far parte dei possedimenti del generale Bernardino Morra, conte di Lavriano. Il castello medievale della famiglia Sandigliano, edificato nel XV secolo e perfettamente conservato, appartenne ai vari signori del luogo e mantiene, dell’originaria struttura, le mura esterne e il torrione, mentre la zona del ricetto, ossia le casette annesse che servivano da rifugio agli abitanti del luogo, non è più visibile. In località Villa sorge un altro castello, detto del Torrione castello della famiglia Vialardi  (XIII e XIV secolo); suddiviso in due nuclei distinti, conserva dell’originario edificio l’imponente torre e un portale duecentesco mentre la corte interna è decorata con pregiate pitture parietali raffiguranti la Sacra Sindone. Nel borgo è possibile ammirare la parrocchiale che fu costruita su una chiesa quattrocentesca crollata, la costruzione risale al 1878 in stile neo-gotico, con magnifiche vetrate, un’Assunta attribuita al Gamba e una Via Crucis di Guglielmo  Ciardi (1889). Tra i centri principali del Biellese, basa la sua economia sull’industria, attiva nei settori tessile (lavorazione di fibre naturali, in particolare lana, e sintetiche), meccanico, chimico, delle materie plastiche (reggette, imballaggi). L’agricoltura (cereali, foraggi, uva da vino) e l’allevamento (bovini, ovini, caprini) completano il quadro.

Jacopo Sogliano

Lascia un commento