Testimonianze di Fede. La Conversione di Carlo Grosso. Da bancario a sacerdote carmelitano.

a cura della Rubrica La Voce di Dio

Quest’oggi la nostra Rubrica si trova a Roma, vicino al Vaticano, e con noi vi è Padre Carlo Grosso, religioso e sacerdote dell’ Ordine dei Carmelitani, che con noi ha racconterà la sua esperienza di fede partita in giovinezza per poi continuare nel sacerdozio ministeriale.

Padre Carlo ci può raccontare la sua conversione a Dio? Da dove è partito il suo amore per la fede in Cristo?

Fino al 2010 la mia vita era come quella di tutti. Laureato in Legge, Venti anni di lavoro in banca insieme a un impegno in parrocchia come catechista. Quindi per me la conversione a Dio si vede nel sacerdozio visto che nel quotidiano era già presente. Debbo dire che nella mia vita precedente non mi mancava nulla, potevo essere tranquillo. Mi consideravo incanalato in una normale vita da laico, da cristiano battezzato che aveva trovato il suo posto anche nell’impegno parrocchiale. Invece non mi rendevo conto che la mia vita iniziava a non avere un senso. Mi mancava qualcosa per completare la mia esistenza. Agli occhi di tutti ero una persona serena, tranquilla ma mi mancava un qualcosa che certamen te ho scoperto dopo.

Quale è stato quindi quell’ingrediente che ti ha fatto dedicare la tua vita a Dio?

Più che altro un fatto. A giugno 2010 durante una semplice domenica qualsiasi entro in chiesa per partecipare a una ordinazione diaconale non prevista in quanto avevo altri programmi e l’occhio mi cade sul manifesto con la frase chiave di quella domenica. ” Ti seguirò ovunque tu vada”. Lì per lì non ci ho fatto caso ma all’ingresso della professione e quindi della ordinazione diaconale la sensazione strana è di essermi proiettato al posto dei due ordinandi tanto che alla fine della celebrazione parlando con il parroco di allora mi disse che gli sarebbe piaciuto una vocazione nella sua parrocchia guardandomi dritto negli occhi. Alla sera non riuscii a dormire, piansi molto , riflettevo ancora sulle parole del parroco. Il giorno dopo andando al lavoro mi accorgevo che ci andavo con molta fatica tanto è vero che continuavano a scorrermi le lacrime lungo il viso. Subito dopo questo impatto emotivo mi dissi. ” Carlo non è questa la tua vita, non hai capito niente della tua vita”.

E quindi cosa hai fatto? Quale è stato il tuo nuovo percorso?

Ho iniziato un percorso di discernimento aiutato da molti sacerdoti ancora oggi in vita che ancora ringrazio. Informato sulle prospettive lavorative perchè siamo nel 2010 nel bel mezzo di quella crisi scatenata dai famosi mutui subprime e quella crisi iniziata nel 2008 . Avendo io all’epoca 44 anni mi dovetti cautelare, la banca mi propose due anni sabbatici che mi aiutarono a riflettere sulla vita. Questo mi aiutò a iniziare il cammino nell’Ordine Carmelitano nel convento di Albano per iniziare il postulandato , poi un anno di noviziato a Nocera Umbra e poi a Roma nello studentato e poi sacerdote vice parroco a Santa Maria in Traspontina dove attualmente vivo con i miei confratelli.

Riassumendo in poche parole cosa diresti della tua vita?


Se riprendiamo il Vangelo di Domenica scorsa possiamo vedere che il Signore talmente ama San Pietro lo invita a seguirlo. Non ci potrebbe essere esempio migliore per definire la storia della mia vita.

Un messaggio ai giovani. Tu che ne vedi molti cosa vorresti dirgli?

Ai giovani che sono alla ricerca , che sono nel dubbio , che sono nella difficoltà dico prima di tutto seguite la voce del vostro cuore. Dove state? Dove vi sentite sereni? Dove capite che siete a casa lì è il vostro posto. Io se mi guardo indietro oggi ho la certezza che sono nel posto giusto con tutti i miei limiti . Lasciatevi interpellare dalla Parola, lasciatevi interpellare dal Signore.

Grazie Padre Carlo e buon cammino anche a lei.

Buon cammino a voi . Buon lavoro.

Direzione ed

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