Sanremo2022. Intervista a un icona di grandi e piccoli Elisabetta Viviani

Elisabetta, da attrice a cantante ma anche presentatrice e pittrice, un’immersione nell’ arte a tutto tondo. Ci parli dei tuoi inizi.

I miei inizi partono da quando ero piccola piccola, periodo nel quale ho partecipato a diversi caroselli; in seguito mi sono iscritta a varie scuole tra cui quella di danza classica.

Crescendo e, restando legata a questo filone d’arte, mi sono iscritta all’Accademia dei Filodrammatici di Milano dove ho conseguito il diploma di attrice. Da lì parte un nuovo percorso, quello teatrale e grazie al maestro Fantasio Piccoli, mi sono occupata di teatro per ragazzi.

In seguito, per un paio di anni, ho lavorato come attrice di prosa e successivamente sono approdata in Rai dove ho interpretato il ruolo di No No Nanette grazie al regista Vito Molinari.

All’epoca avevo circa 17 anni è quello è stato il mio debutto televisivo.

Sono stata in Rai per 10 anni facendo varietà nei quali ricoprivo il ruolo di soubrette e naturalmente, visto il mio passato, commedie teatrali per la Tv.

Tre anni fa sono tornata in teatro con il recital “Il primo a chiamarsi Francesco” di Reggi e Bonfanti adattato da Franco Romeo con le musiche di Dario Baldambembo.

Impossibile non chiederti di quella che ancora oggi è un successo planetario Heidi.  Ci racconti la sua genesi e se hai capito fin da subito quello che sarebbe diventato. 

Io ho lavorato per la Rai e durante questo periodo mi ha notato una piccola casa discografica che mi ha fatto incidere il disco No no Nanette. Da lì sono passata poi con la RCA che mi ha scritturato per un contratto di 3 anni e la prima cosa che mi hanno proposto è stata di incidere la sigla del primo cartone animato giapponese arrivato in Italia: Heidi.

Questo cartone animato era già stato programmato oltre che in Giappone anche in altri paesi, tra cui la Germania.

Non nascondo che, personalmente, non ne ero entusiasta anche perché ero abituata ai cartoni di Walt Disney, e questo era completamente diverso da quel genere.

Vedendolo però mi sono innamorata della storia umana che voleva essere il fulcro del cartone e indubbiamente è stata una lezione di vita per tutti quelli che l’hanno guardato.

Heidi è stato un successo sia per il piccolo schermo che per me. Ancora oggi sono affettuosamente legata alle note di quella canzone anche se non avrei mai immaginato che sarebbe stata una pietra miliare nel panorama animato.

Elisabetta, oggi inizierà Sanremo, ci racconti la tua partecipazione al Festival come è avvenuta e i tuoi ricordi.

Certamente  inizia l’evento musicale italiano per eccellenza e so che parteciperanno grandi nomi come Iva Zanicchi, Gianni Morandi, Massimo Ranieri, che sono personaggi che ho seguito fin da quando ero bambina, per quanto riguarda gli altri cantanti, lo seguirò e potrò dire più avanti chi mi ha colpito e darvi un pronostico a riguardo.          

 Per quanto riguarda la mia partecipazione al Festival, dopo la chiusura del contratto con la R.C.A. sono passata alla C.G.D. Come produttore avevo Alfredo Cerruti il quale un giorno (trascorso ormai qualche mese dalla firma del contratto) mi ha chiamato e mi ha chiesto se avevo l’intenzione di partecipare al Festival di Sanremo.   Era l’anno in cui partecipava Riccardo Fogli della mia stessa casa discografica. Anche Viola Valentino era tra i partecipanti di quel Festival.

Noi facevamo parte delle nuove proposte, chi passava il turno diventava big e, straordinariamente, tra di noi, avevamo nomi come Claudio Villa, Orietta Berti.

Claudio, per protesta, aveva deciso che sarebbero stati anche loro, nomi già ultra affermati, in questa categoria perché tutti avevano diritto di “rischiare” la finale.

 Ricordo che tra le nuove proposte c’erano anche Vasco Rossi nella sua prima esibizione a Sanremo, Zucchero, Mal, Fiordaliso e altri grandi della musica.

È sicuramente stata una edizione tra le più belle che ha visto vincere Riccardo Fogli con “Storie di tutti i giorni”.

Per quanto mi riguarda è stata una esperienza unica che mi ha portato un ottimo ricordo di quel festival di Sanremo.

Io sono entrata al settimo posto tra le nuove proposte, quindi mi sono piazzata bene e sono entrata con la prima selezione di diritto nella categoria Big con ” C’E’ “di Mario Balducci.

Attualmente, con il mio produttore Claudio Damiani musicista e cantautore, con il quale in questi quattro anni di lavoro ho inciso tre dischi, di cui uno ha come titolo ” le donne della mia età”, stiamo preparando in questo periodo un cd, che conterrà tutte le canzoni che hanno caratterizzato la mia carriera.

Non posso svelare il titolo per ovvi motivi, ma posso dire che è un lungo viaggio tra le canzoni che mi hanno vista protagonista e io ne sono molto orgogliosa.

Per concludere il discorso Festival posso affermare che il mio desiderio sarebbe di tornarvi, come co-conduttrice, anche se non disdegnerei l’opportunità di tornare in scena come cantante.

Oggi sei una presentatrice di importanti concorsi internazionali di Poesia, una affermata cantante e pittrice. Ci racconti questi due mondi.

Io mi reputo una dilettante. Ho studiato, ho fatto delle mostre ma dovrei imparare ancora tante cose però mi diverto tantissimo a partecipare a concorsi, a dipingere. È per me un nutrimento essenziale che mi appaga tantissimo quindi è una delle mie più grandi passioni.

I colori fanno parte di un universo unico e mi danno stimoli continui anche se adesso sono un po’ di mesi che non dipingo.

Appena tornerà l’ispirazione lo farò.

Ho iniziato con il Maestro Luigi Reggianini, che era un surrealista, e quando studiavo dipingevo in tela su olio, ma non era esattamente il mezzo più adatto a me e ai miei tempi oltre al fatto che la casa era inondata dall’odore tipico di questa pittura e non mi era congeniale.

Mi sono quindi proiettata sull’acrilico che risulta più vicino alle mie potenzialità.

Durante il tuo viaggio artistico,il tuo percorso è venuto in contatto con numerosi poeti, un mondo affascinante quello della poesia, ci parli del tuo incontro con i poeti Biellesi e Luca Stecchi tuo collega di “giurie”.

Conosco per Biella personalmente Luca Stecchi, abbiamo condiviso alcune giurie insieme e con lui, o “con Te” ho preso parte ad un bellissimo progetto dedicato alla strage ferroviaria di Viareggio e a un libro “I Vostri Tessuti di Umanità” pensato un piccolo bimbo con una malattia genetica rara.

Con Biella ho avuto un grosso collegamento in passato perché con Leandro Burgay ho iniziato una delle più lunghe e appassionanti telenovele. Si chiamava “Passioni”.  Leandro Burgay, di estrazione biellese, si era improvvisato produttore ed è stato molto bravo perché da lì è nata, a Torino, una casa di produzione  e doppiaggio che adesso va per la maggiore. Lui è stato il mio primo contatto infatti quando lo ho conosciuto spesso e volentieri organizzava spettacoli a Biella e dei ritrovi. Aveva deciso di creare questa telenovela dove io ero tra i protagonisti. Una telenovela che ha sforato le 100 puntate.

Per quanto riguarda la pagina poetica, grazie alla Otma2 Edizioni, ricordo con ammirazione tutti i poeti che hanno partecipato con le loro poesie e serbo un ottimo ricordo dei rappresentanti biellesi premiati tra l’altro in diverse occasioni.

Grazie Elisabetta e buon lavoro.

Luca Stecchi

Elisabetta Viviani

   

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