a cura della Rubrica La Vita della Chiesa
Papa Francesco , ha celebrato in una luminosissima e gremitissima Basilica di San Pietro, nel pomeriggio del 2 febbraio la Festa della presentazione al tempio del Signore, detta popolarmente candelora, all’interno della quale sono stati posti al centro dell’attenzione i consacri e le consacrate nella XXVI giornata mondiale della vita consacrata. Dopo la suggestiva processione delle candele, resa ancor più solenne dalla varietà degli abiti religiosi dei partecipanti, il Papa ha pronunciato una vibrante omelia molto provocante sui temi principiali di una vita consacrata che si avvia rileggere se stessa all’interno del cambiamento d’epoca più volte evocato dal papa e alla luce del buio e della povertà portati dalla pandemia ancora in corso. Il papa, che già al mattino nella consueta udienza del mercoledì aveva ringraziato e ricordato i religiosi e le religiose del mondo intero, partendo dai verbi del passo evangelico letto ha esortato tutti a cambiare passo e a farsi provocare da problemi e da difficoltà per un nuovo tempo dello spirito e nello spirito recuperando la Tradizione e rendendola innovativa e quindi rigenerante rispetto al carisma di ciascuno . Ha ancora messo in guardia dal protagonismo e dai fondamentalismi come pure dalla mondanità Chiediamoci, fratelli e sorelle: che cosa muove i nostri giorni? Quale amore ci spinge ad andare avanti? Lo Spirito Santo o la passione del momento? Come ci muoviamo nella Chiesa e nella società? A volte, anche dietro l’apparenza di opere buone, possono nascondersi il tarlo del narcisismo o la smania del protagonismo”.
Un monito aperto a tutti i battezzati e che punta ad un cristianesimo alto e di qualità , il slo che può essere davvero luce in un mondo di tenebre
Mastrolilli Gianfranco

