Come già sappiamo Francesco partecipando alle guerre tra Assisi e Perugia sperimentò in prima persona l’atrocità della situazione. Iniziò così a farsi portatore di pace, spiegando come raggiungere tale sentimento, ricchezza del’anima. Considerava un dono coloro che lo maltrattavano perché gli facilitavano l’essere fedele alla legge di Dio che impone di amare e perdonare. Un dono perché guadagnava cosi un piccolo tesoro in cielo. E si prodigò per diffondere il suo pensiero. Altro segreto per non dover “far guerra” era il non possedere nulla. La difesa dei beni impone quasi di essere disposti a qualsiasi violenza pur di difenderli. E così sta succedendo purtroppo tra Russia ed Ucraina: la difesa dei propri territori ed il desiderio dell’altra parte di conquistare ad ogni costo sembrano giustificare i venti di guerra di questi giorni Per Francesco era così importante il perdonare e cercare la pace che dedicò un versetto del cantico delle creature “beati coloro che sopporteranno tribolazioni ed infermità “. Preghiamo perché i rispettivi responsabili sappiano valutare le gravi conseguenze che si creerebbero solo per rispondere a provocazioni o per possedere cose che sopravviveranno di certo oltre rispetto ai contendenti
Elena Fornara


