Intervista al dottor Salvatore Arena. Una vita dedicata al servizio della gente e della Polizia di Stato.

Da sempre contro la lotta anti-mafia . I posti che porto nel cuore sono Biella e Piacenza. Essere in Polizia è prima di tutto una vocazione , una missione dove si serve la gente in maniera disinteressata con amore h24.

In un ottica panoramica posta alla conoscenza dei vari mestieri e delle varie eccellenze del nostro territorio oggi siamo in compagnia di Salvatore Arena, entrato nella Polizia di Stato dove ha ricoperto diversi incarichi fino ad arrivare a ricoprire il ruolo di Questore lasciando ottimi risultati in ogni posto in cui veniva nominato. Con lui ripercorreremo la sua carriera come segno di testimonianza per tutti coloro che vorranno entrare in Polizia.

Dott.Arena ci può raccontare un po’ la sua storia?

Io sono entrato in Polizia nel 1985 . Primo incarico è stato presso il Reparto Mobile di Palermo poi successivamente alla Squadra Mobile di Reggio Calabria dove era in corso una violenta guerra di mafia dove stetti per cinque dove ci furono diversi morti e feriti. Tra gli altri incarichi alla Squadra Mobile di Messina , per sette anni alla D.I.A. quindi venni chiamato a dirigere per due anni il Commissariato di Gioia Tauro , la terra di mafia dei boss Pesce , Mamoliti . Quindi venni nominato Dirigente della Squadra Mobile di Reggio Calabria che ho diretto per 6 anni e quindi nel 2007 venni nominato Questore Vicario di Siracusa poi a Biella e poi Questore di Piacenza.

-Cosa la ha spinta ad entrare nella Polizia di Stato?

Mi ha spinto la passione per questo lavoro. Era mio desiderio entrare nella Polizia di Stato. Feci un concorso per funzionario di polizia e quindi ho avuto l’onore di servire il mio paese e i cittadini. E’ stata per me una professione che mi ha sempre coinvolto. E’ sempre stato un vestito che mi è sempre stato cucito addosso e il bello di questa professione che avendo lavorato in uffici investigativi ogni giorno era diverso dal giorno precedente e diverso dal giorno successivo.

Lei ha ricoperto diversi incarichi e tra questi è stato , come dicevamo , Questore in diverse città italiane tra cui Biella e Piacenza . Ci può raccontare di fatto il compito che ricopre il Questore e quali sono stati gli obiettivi svolti e i ricordi che porta nel cuore?

Il Questore in base alla legge 121 è il responsabile tecnico operativo dell’Ordine della Sicurezza della Provincia, dell’ Autorità Locale di Pubblica Sicurezza come lo è il Prefetto. Io sono stato per anni in uffici di mafia e in tutti questi uffici di mafia raramente abbiamo avuto una collaborazione dai cittadini mentre Biella e Piacenza hanno una caratteristica .Sono città collaborative con le forze dell’Ordine. Bisogna tutelare la voglia , la disponibilità di questa gente di collaborare . Abbiamo l’obbligo morale e giuridico di tutelare i cittadini e di essere collaborativi con le istituzioni.

In tutti i posti in cui ha operato quale è quello che porta nel cuore?

Biella dove ho ancora parecchi amici e dove conto di poter tornare per poterli ritrovare. E’ una città che mi piace molto tra cui il Ricetto di Candelo , le passeggiate di Via Italia , il Monte Mucrone , il Santuario di Oropa nella persona del canonico don Michele Berchi , il Vescovo Emerito di Biella Gabriele Mana, il canonico don Massimo Minola.

Ora dove si trova?

Per ora mi occupo di comuni sciolti per Mafia facendo parte delle commissioni ad hoc nominate dai prefetti dei luoghi interessato.

Un messaggio a tutti coloro che vorrebbero entrare nella Polizia di Stato.

La Polizia è una grande famiglia ,si ha la possibilità di servire la gente e non lo si fa per un aspetto remunerativo. Ci sono tre professioni che non si possono fare con non chalance il poliziotto , il prete e il giornalista. E’ prima di tutto una vocazione , una missione dove si serve la gente in maniera disinteressata con amore h24.

Il Direttore:

Emanuele Dondolin

N.B. Si rammenta che le immagini per la pubblicazione sono state autorizzate dall’intervistato e sono a Riproduzione Riservata. Si ricorda che le installazioni fotografiche sono state fatte nel periodo antecedente al Covid19.

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