Asti. La Terra dell’Enagostronomia

a cura de ” Il Missionario d’Itala “

Asti sorge a circa cinquantacinque chilometri a sud-est di Torino, nella valle del fiume Tanaro; nell’astigiano i massimi delle piogge si verificano nei mesi di aprile e novembre, mentre il minimo assoluto si registra a gennaio; i temporali estivi tendono a essere pochi ma forti. L’inverno è caratterizzato da scarse precipitazioni e da temperature inferiori alla media regionale, soprattutto nei valori minimi.

Dal 27 giugno 2017 il sindaco di Asti è Maurizio Rasero, di Forza Italia. I dati del 31 dicembre 2018 rivelavano che ad Asti gli stranieri costituivano il 12,76% della popolazione; le nazionalità più rappresentate erano, in ordine decrescente, quella albanese, quella romena e quella marocchina.

La storia di Asti inizia in epoca preromana, quando determinate popolazioni liguri fondarono un villaggio proprio nell’area corrispondente all’attuale città; molto più recente è la storia della provincia di Asti, che ha avuto inizio nel 1935 con il distacco di Asti e dintorni dalla provincia di Alessandria.

Nella città di Asti sorge una sinagoga; essa è stata edificata nel XVIII secolo e si trova in via Ottolenghi, già contrada di San Bernardino. La facciata presenta stile neoclassico; annesso alla sinagoga vi è il museo ebraico. Tuttavia essa non è stata la prima sinagoga edificata in città, anche perché è probabile che la maggior parte degli ebrei astigiani sia giunta nel XVI secolo, in seguito alla diaspora del 1492, dalla Spagna, dalla Provenza e dalle rive del Reno.

Per il folclore si ricordi almeno il Palio di Asti: si tratta di una festa tradizionale con radici medievali, nata nell’ambito delle celebrazioni patronali di San Secondo; la festa culmina con una corsa di cavalli montati a pelo (cioè senza sella). Dal 1988 il palio si svolge nella centrale piazza Vittorio Alfieri nel cuore della città e dal 2018 si disputa nella prima domenica di settembre. Per ovvi motivi, le edizioni 2020 e 2021 sono saltate.

Asti per cinque volte fu sede di arrivo di una tappa del Giro d’Italia di ciclismo: nel 1935, 1960, 1963, 2003 (quell’anno ad aggiudicarsi la tappa fu Alessandro Petacchi) e 2020.

La locale squadra di calcio attualmente milita in serie D, ma negli anni trenta e negli anni ottanta ha militato per alcune stagioni in serie C; fra i giocatori illustri che ne indossarono la maglia, si può citare Giancarlo Antognoni.

La squadra di calcio a cinque ha invece esordito in serie A nella stagione 2010-11 e nel 2015-16 si è aggiudicata lo scudetto.

Molto interessante l’aspetto enogastronomico. Cominciamo dai formaggi, i più importanti dei quali sono la Robiola di Rocccaverano (che è un formaggio fresco DOP), la Robiola di Cocconato e la Toma Piemontese (la storia della quale inizia nel XIV secolo).

Un’importante ricetta è la bagna cauda, che nasce nel medioevo come piatto povero e ora invece è considerata una prelibatezza; gli ingredienti sono: acciughe sotto sale, burro, olio extravergine di oliva, aglio. Il tutto viene stemperato in un tegame fino a ottenere una salsa calda.

Si ricordi anche la finanziera, piatto povero nato dal riutilizzo delle frattaglie; anch’essa col passare del tempo abbandonò le tavole dei contadini e divenne un cibo elitario. La finanziera è tipica del Basso Piemonte in generale (Langhe, Roero, Monferrato).

La terza ricetta alla quale accenniamo è il Fritto Misto alla Piemontese, un piatto di antica tradizione popolare; nonostante sia tipico del periodo autunnale e invernale, oramai si può reperire quasi tutto l’anno (eccettuati i mesi estivi più caldi). Questa è la composizione attuale: fegato, polmone, cervella, animella, filone, salsiccia, fettina di vitello, semolino dolce, semolino dolce al cioccolato, amaretto, mela, rana, pavesini con marmellata; il tutto accompagnato da verdure di stagione saltate in padella.

Asti e le relative colline sono famose in tutto il mondo per i loro vini dolci: il maggior vitigno è il Moscato Bianco o Moscato di Canelli. Per quel che riguarda i vini rossi, il celeberrimo Barbera è la produzione più diffusa sul territorio; altri rossi importanti sono il Dolcetto, il Grignolino, il Freisa e il Ruché. Fra i vini bianchi da pasto, prevale la produzione di Cortese, specialmente nell’Alto Monferrato.

Michel Camillo

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