Il Pensiero di Padre Andrea Ferro tratto dal Vangelo del Giorno sulla Parola.

III DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO DELLA DOMENICA 23 GENNAIO 2022

Nella Domenica appena passata la liturgia ci propone l’inizio del Vangelo di Luca , il brano è composto da due testi diversi messi assieme, i primi quattro versetti costituiscono il prologo, la seconda parte invece ci parla di Gesù nella sinagoga di Nazaret.

L’evangelista Luca è uno scrittore ellenista che conosce la letteratura del tempo, spiega il metodo usato per scrivere “ un resoconto ordinato” per Teofilo, un personaggio  dell’ amministrazione greco romana, che era già stato istruito nella fede cristiana , Luca intende offrirgli due libri, il Vangelo e gli Atti, per rendersi conto “ della solidità” degli insegnamenti ricevuti.

Luca ha fatto ricerche accurate  partendo dall’ inizio, dai testimoni oculari che divengono “ministri della Parola” e proprio questo ministero della Parola ha trasmesso il primo insegnamento.

È la Parola l’aspetto centrale di questa Domenica, nella prima lettura tratta dal libro di Neemia, si racconta l’esperienza di potenza della Parola, pianto e di gioia,  gli israeliti riscoprono la centralità della Parola nella loro vita dopo la tragica esperienza dell’ esilio, della lontananza da Dio.

Nella seconda parte del brano evangelico di oggi Gesù inizia la sua missione nella sinagoga di Nazaret, e centrale è la Parola, legge dal rotolo il passo del profeta Isaia che annuncia l’unto, l’inviato di Dio, il liberatore, colui che porta la luce, e Gesù dice “ Oggi si è compiuta questa scrittura che voi avete ascoltato”. Adesso è davanti a voi ciò che è stato promesso, oggi si compie.

La Parola di Dio è l’oggi, Gesù unisce la Parola di Dio alla carne umana, è la Parola incarnata, è presente nella nostra quotidianità, è luce per il nostro cammino.

La Parola di Dio è spirito e vita, se ognuno di noi ascolta la Parola, la realizza nella propria esistenza, cresce la comunione con Dio e tra di noi nell’edificazione del corpo di Cristo , della Chiesa.

Ogni giorno incontriamoci con Dio presente nella sua Parola, perché possiamo essere plasmati, trasformati, rinnovati nella nostra vita.

“La frequentazione costante della Sacra Scrittura e la celebrazione dell’Eucaristia rendono possibile il riconoscimento fra persone che si appartengono. Come cristiani siamo un solo popolo che cammina nella storia, forte della presenza del Signore in mezzo a noi che ci parla e ci nutre. Il giorno dedicato alla Bibbia vuole essere non “una volta all’anno”, ma una volta per tutto l’anno, perché abbiamo urgente necessità di diventare familiari e intimi della Sacra Scrittura e del Risorto, che non cessa di spezzare la Parola e il Pane nella comunità dei credenti. Per questo abbiamo bisogno di entrare in confidenza costante con la Sacra Scrittura, altrimenti il cuore resta freddo e gli occhi rimangono chiusi, colpiti come siamo da innumerevoli forme di cecità.” ( Papa Francesco, “Aperuit illis”).

Padre Andrea Benedetto Ferro

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