La Parola all’Avvocato. Green pass, sostegni, caro bollette: le nuove misure del Governo. Tutti i consigli.

Le attività e i servizi essenziali per i quali non è richiesta la certificazione verde. Nuovi interventi economici a favore delle categorie più colpite dalla pandemia

Il 21 Gennaio 2022 il Presidente del Consiglio ha firmato un D.P.C.M. col quale sono definiti i settori per accedere ai quali, dal I° febbraio, non servirà il Green Pass. Lo stesso giorno il Consiglio dei ministri ha votato un provvedimento su sostegni ad attività e strategie per fronteggiare il “caro bollette”.

D.P.C.M. 21 gennaio: supermercati e farmacie senza Green Pass

Il 21 Gennaio 2022 il Presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha firmato il D.P.C.M. col quale vengono aggiornate le regole sulla certificazione verde anti-Covid, nonché individuate le esigenze essenziali e primarie della persona per soddisfare le quali non sarà richiesto il possesso del Green Pass, ai sensi del d.l. 7 gennaio 2022, n. 1. La deroga è operativa per i servizi e le attività che si svolgono, in locali al chiuso, in limitati cinque ambiti:

  • alimentare e prima necessità;
  • sanitario;
  • veterinario;
  • di giustizia;
  • di sicurezza personale.

Per l’effetto, a decorrere dal febbraio prossimo non occorrerà esibire la certificazione verde per accedere a locali finalizzati al soddisfacimento delle esigenze alimentari e di prima necessità (ad esempio, supermercati), di quelle sanitarie (farmacie, parafarmacie) e neppure ai luoghi legati alla sicurezza personale e alla giustizia (ad esempio, caserme e uffici giudiziari). Tuttavia, il Green Pass sarà essenziale per poter accedere, previa esibizione, nei rimanenti esercizi commerciali, quali banche, uffici postali, tabaccai.

Nuovi sostegni ai settori più colpiti dalla pandemia

Nella stessa giornata il Consiglio dei Ministri ha approvato un decreto legge recante “Misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza da COVID-19, nonché per il contenimento degli effetti degli aumenti dei prezzi nel settore elettrico”. Il provvedimento introduce misure urgenti in materia di sostegno alle imprese e agli operatori economici, di lavoro, salute e servizi territoriali, connesse all’emergenza sanitaria, e anche per il contenimento delle conseguenze legate agli aumenti dei prezzi nel settore elettrico. Il decreto interviene a sostegno dei settori che sono stati chiusi a seguito della pandemia, ovvero ne sono risultati fortemente danneggiati, ovvero:

  • parchi tematici, acquari, parchi geologici e giardini zoologici;
  • attività di organizzazione di feste e cerimonie, wedding, hotellerie, ristorazione, catering, bar-caffè e gestione di piscine;
  • commercio dei prodotti tessili, della moda, del calzaturiero e della pelletteria, articoli di abbigliamento, calzature e articoli in pelle;
  • turismo, alloggi turistici, agenzie e tour operator, parchi divertimenti e parchi tematici, stabilimenti termali;
  • discoteche, sale giochi e biliardi, sale Bingo, musei e gestioni di stazioni per autobus, funicolari e seggiovie; 
  • spettacolo, cinema e audiovisivo;
  • sport.

Freno al caro bollette

Lo stesso testo interviene pure per fronteggiare il cd. fenomeno del “caro bollette”.

L’esecutivo era già intervenuto sul primo trimestre 2022 stanziando 3,8 miliardi al fine di mitigare il rincaro del costo dell’energia. Tramite il provvedimento votato il 21 gennaio, il governo interviene ulteriormente con altri 1,7 miliardi, per un totale nel trimestre gennaio/marzo, dell’anno corrente, di 5,5 miliardi.

Tale ultimo intervento risulta in maggior misura mirato a sostenere il mondo delle imprese.

La disposizione prevede che l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), nella finalità di ridurre ulteriormente gli effetti dei rincari dei costi nel settore elettrico, provveda ad annullare, per il primo trimestre 2022, le aliquote relative agli oneri generali di sistema applicate alle utenze con potenza disponibile pari o superiore a 16,5 Kw, anche connesse in media e alta/altissima tensione o per impieghi di illuminazione pubblica o di ricarica di veicoli elettrici in luoghi accessibili al pubblico. 

La norma è volta a garantire alle imprese energivore una parziale compensazione degli extra costi per l’eccezionale elevazione dei costi dell’energia. A quelle che hanno subito un incremento del costo per KWh superiore al 30 per cento allo stesso periodo dell’anno 2019, derivante dalla peculiare contingenza cagionata dall’innalzamento dei costi dell’energia, viene riconosciuto un contributo straordinario, in forma di credito di imposta, a parziale compensazione degli incrementi sostenuti. Il beneficio è conteggiato in misura pari al 20 per cento delle spese sostenute per la componente energetica comperata ed realmente impiegata nel primo trimestre 2022. 

Avv. Filippo Vallini

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