Il colloquio tra il ministro degli Esteri russo Sergej Lavrov e il segretario di Stato USA Antony Blinken svolto ieri a Ginevra ha mantenuto aperta la porta per un’uscita pacifica della crisi in Ucraina.


Nelle tensioni che sembrano creare le condizioni per una sorta di “Guerra Fredda su suolo europeo”, la Russia sta aspettando le risposte scritte degli USA alle condizioni poste per mettere fine all’escalation (garanzie di sicurezza, stop all’espansione a est della Nato e più recentemente anche il ritiro da Bulgaria e Romania) e dall’altra parte gli USA chiedono a Mosca le prove che non stia architettando l’invasione dell’Ucraina.
Benché la risposta degli USA ai 100mila soldati russi dispiegati al confine ucraino sia la minaccia di reagire – senza interventi sul campo – a qualsiasi tentativo di aggressione, anche se non è di tipo militare, i toni negli ultimi giorni sono calati e l’obiettivo della Russia non pare quello di occupare territori ucraini bensì di evitare l’allargamento della Nato e anzi di tornare alle condizioni pre-1997, quando in Romania e in Bulgaria le truppe NATO non erano presenti, non essendone i due Paesi ancora neanche Stati membri.
La strada verso la distensione e quindi la de-escalation non passa solo dall’annuncio che Washington fornirà una risposta scritta ai russi entro una settimana, ma anche dalla dichiarazione del Primo Ministro finlandese Sanna Marin, secondo la quale è “molto difficile” che la Finlandia possa chiedere l’adesione alla NATO, supportata da un 42% di popolazione che si oppone (solo il 28% sarebbe favorevole ad entrare); pure in Svezia la maggioranza è contraria all’adesione alla NATO, seppure in modo meno marcato (37% contro, 35% a favore, con però ben il 28% di indecisi).
Intanto, dopo la soddisfazione manifestata da Blinken, per il momento tutto è rimandato alla prossima settimana e forse anche a un vertice tra Joe Biden e Vladimir Putin. Ma se la Casa Bianca prende tempo per coordinarsi con gli alleati per trovare una “soluzione diplomatica”, in UE incassa già l’indisponibilità del cancelliere tedesco Olaf Scholz a un incontro. Probabilmente Berlino teme le conseguenze economiche delle sanzioni alla Russia e soprattutto il futuro del gasdotto russo-tedesco Nord Stream 2.
Le prime aperture tra i due protagonisti, le prima chiusure tra i potenziali alleati.
Alessio Ercoli
Capogruppo Lega in consiglio comunale a Biella
