La voce di Pietro.Parole e magistero di papa Francesco

La settimana del Papa

Lunedì 10 gennaio 2022  . Udienza al corpo diplomatico della Santa Sede

L’udienza agli ambasciatori accreditati presso  la santa Sede , è il tradizionali appuntamento di ripresa dopo le Feste dell’attività del santo Padre e riveste una delle udienze più significative e seguite , anche da stampa laica, dell’anno. Infatti è il momento del bilancio da una parte e dall’altra delle previsioni circa il clima sociale e storico che si respira a livello mondiale e per il quale il papa spende sempre una parola di verifica e di esortazione . Udienza ancora segnata dalle restrizioni e dall’emergenza pandemica in corso, per la quale la parola e lo sguardo del papa è andato alla parte povera del mondo invitando i diplomatici a farsi ambasciatori dei poveri del mondo circa il diritto alla vaccinazione universale e condivisa . Ma il santo Padre ha richiamato la vigilanza per combattere un altro tarlo  ugualmente pericoloso : l’infodemia di fake news e le ideologie novax per i quali vero e solo antidoto quella che papa Francesco ha chiamato 2 cura di realtà” . Il discorso ha poi richiamato la necessitù dell’inclusione e dell’ accoglienza verso i migranti come anche a non cedere al ricatto di annacquare le proprie radici e la propria identità. Un discorso a 360 gradi che ha toccato tutte le tensioni e le difficoltà presenti in questo momento sullo scacchiere sociale e culturale del nostro povero mondo attanagliato non solo dalla pandemia ma anche da tanto egoismo.

Mercoledì 12 gennaio 2022 . Udienza del mercoledì catechesi sulla premura di San Giuseppe

Continuano le udienze del mercoledì dedicate, nell’anno straordinario della famiglia, alla figura di San Giuseppe . In questo mercoledì il Santo Padre  guardando alla  figura di San Giuseppe artigiano ha tenuto una memorabile catechesi sul valore del lavoro umano, sulle emergenze aperte tra le quali  il tema della sicurezza, il diritto da un lavoro umano e dignitoso e al rovescio della medaglia: lo sfruttamento che ancora nella nostra epoca rasenta la schiavitù.

“Quello che ti dà dignità è guadagnare il pane, e se noi non diamo alla nostra gente, ai nostri uomini e alle nostre donne, la capacità di guadagnare il pane, questa è un’ingiustizia sociale in quel posto, in quella nazione, in quel continente.” ha affermato preoccupato il papa argentino, che ha ben conosciuto nella sua terra il dramma e l’esperienza dell’emigrazione di tanti italiani .

 Altro  tema denunciato nella catechesi è il dramma del lavoro minorile che dati alla mano, in alcune parti del mondo, è una vera e propria piaga sociale. Su tutto questo ci ricorda il papa si erge la figura di San Giuseppe e dell’insieme della Santa Famiglia maestra di lavoro e di povertà e semplicità evangeliche che dobbiamo guardare e imitare per un’umanizzazione e una cristianizzazione del lavoro . Proprio  a questo riguardo il papa ha richiamato il tema del lavoro come strumento e via alla santificazione personale e   ha regalato alla Chiesa la riscoperta di una preghiera a san Giuseppe di San Paolo VI che riportiamo per intero:

“  “O San Giuseppe, Patrono della Chiesa, tu che, accanto al Verbo incarnato, lavorasti ogni giorno per guadagnare il pane, traendo da Lui la forza di vivere e di faticare; tu che hai provato l’ansia del domani, l’amarezza della povertà, la precarietà del lavoro: tu che irradii oggi, l’esempio della tua figura, umile davanti agli uomini ma grandissima davanti a Dio, proteggi i lavoratori nella loro dura esistenza quotidiana, difendendoli dallo scoraggiamento, dalla rivolta negatrice, come dalle tentazioni dell’edonismo; e custodisci la pace nel mondo, quella pace che sola può garantire lo sviluppo dei popoli. Amen.”

Domenica 16 gennaio 2022. Angelus nella domenica delle Nozze di Cana

Nella domenica che segna la ripresa del tempo ordinario dopo l’Epifania e la Chiesa celebra il terzo mistero epifanico, il miracolo del vino a Cana di Galilea, il Papa si è soffermato sulla gioia piena , vera , robusta e piena che il Cristo ha donato al mondo con il mistero della sua incarnazione, che contrasta e rende ancora più futili e annacquate le false gioie e le false certezze del mondo e dell’umo nella sua creaturalità .

“È un indizio che rivela l’amore di Dio, che non richiama cioè l’attenzione sulla potenza del gesto, ma sull’amore che lo ha provocato. Ci insegna qualcosa dell’amore di Dio, che è sempre vicino, tenero e compassionevole. Il primo segno avviene mentre due sposi sono in difficoltà nel giorno più importante della loro vita. Nel bel mezzo della festa manca un elemento essenziale, il vino, e la gioia rischia di spegnersi tra le critiche e l’insoddisfazione degli invitati. Figuriamoci come può andare avanti una festa di nozze solo con l’acqua! È terribile, una brutta figura faranno gli sposi! “

questo il cuore del discorso del Papa che ha continuato :

“ E Lui interviene senza clamore, senza quasi darlo a vedere. Tutto si svolge nel riserbo, “dietro le quinte”: Gesù dice ai servi di riempire le anfore d’acqua, che diventa vino. Così agisce Dio, con vicinanza e discrezione. I discepoli di Gesù colgono questo: vedono che grazie a Lui la festa di nozze è diventata ancora più bella. E vedono anche il modo di agire di Gesù, questo suo servire nel nascondimento – così è Gesù: ci aiuta, ci serve nel nascondimento, in quel momento – tanto che i complimenti per il vino buono vanno poi allo sposo. Nessuno se ne accorge, soltanto i servitori. Così comincia a svilupparsi in loro il germe della fede, cioè credono che in Gesù è presente Dio, l’amore di Dio.

Infine , dopo i saluti e la benedizione , il Santo Padre ha richiamato l’importanza della Settimana di dialogo e preghiera per l’unità dei cristiani che si apre martedì prossimo e si concluderà , come da tradizione il prossimo 25 gennaio e che ha per tema “ Siamo venuti ad adorarlo” richiamando l’icona dei magi e del Bambino di Betlemme . Il papa  ha chiesto una preghiera che parta dalla concreta esistenza quotidiana con l’offerta della fatica quotidiana e delle sofferenze piccole o grandi per l’Unità dei cristiani Mastrolilli Gianfranco

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