
PIERGIORGIO FRASSATI DA POLLONE
Pier Giorgio Frassati nacque a Torino, il 6 aprile 1901. Il padre, Alfredo, nel 1898 era divenuto unico proprietario e direttore del celebre quotidiano La Stampa e nel 1913 sarebbe stato nominato senatore. La madre era la pittrice Adelaide Ametis, donna religiosa ma di una religiosità fredda e formale, incapace di penetrare in profondità le verità di Fede. Infine, la sorella minore Luciana, che divenne scrittrice, sposò un diplomatico polacco e morì nel 2007 alla veneranda età di centocinque anni. Nonostante le differenze di genere e di età, Pier Giorgio e Luciana durante l’infanzia furono compagni di giochi e di studi e ricevettero insieme la Prima Comunione, il 19 giugno 1911.
Ottenuta la maturità classica nell’ottobre 1918, Pier Giorgio si iscrisse alla facoltà di Ingegneria Meccanica del Politecnico di Torino per poter lavorare a fianco dei minatori e migliorarne le condizioni di lavoro; purtroppo la morte giunse quando mancavano solo due esami al conseguimento del titolo di studio… Ma la laurea sarebbe comunque arrivata ad honorem (alla memoria) nel 2001.
Dato che riassumere in poche righe la vita di questo beato sarebbe impossibile, si può richiamare l’attenzione sulla duplice natura della sua vita di cristiano: attiva e contemplativa insieme. Per quanto concerne la vita attiva, egli esercitò in più forme la carità, ad esempio donando soldi ai poveri, fino talvolta a tornare a casa a piedi, avendo donato a un bisognoso il denaro con il quale intendeva pagare il biglietto del tram; oppure recandosi frequentemente alla Piccola Casa della Divina Provvidenza, nella quale non si limitava a portare donazioni, ma entrava a diretto contatto con gli ospiti, in particolare i bambini; egli stesso ebbe infatti a dichiarare:<Una visita al Cottolengo farebbe bene a tutti gli uomini>. Per quanto riguarda la vita contemplativa, Pier Giorgio esercitava l’adorazione al SS. Sacramento, alla quale dedicava gran parte del proprio tempo libero; in particolare praticò l’adorazione notturna, nonostante la contrarietà della mamma.
Il nostro fu anche coinvolto nelle tristi vicende del tempo: infatti, il 22 giugno 1924 casa Frassati fu assalita dalle camicie nere, ma proprio Pier Giorgio mise in fuga gli aggressori.
Beato Pier Giorgio Frassati morì di meningite fulminante il 4 luglio 1925; la sua malattia era stata gravemente sottovalutata dai familiari, anche perché proprio in quei giorni la famiglia era assorbita dal dolore per l’agonia e la morte della nonna materna Linda, spirata appena tre giorni prima del nipote.
Così il Martirologio Romano: <A Torino, Beato Piergiorgio Frassati, che, giovane militante in associazioni del laicato cattolico, si impegnò con tutto se stesso in iniziative di sviluppo sociale e di carità verso i poveri e i malati, finché morì colpito da paralisi fulminante>.
Beato Pier Giorgio Frassati, prega per noi e per il mondo intero!
Michel Camillo
Seconda foto fonte wikipedia

