Rubrica “I Paesi e il Paese dell’Arte con Marco Polo.” Zumaglia. Tra Arte e Storia.

a cura di Jacopo SoglianoRedazione

Un grazie particolare alla proloco di Zumaglia che è stata esaustiva nel fornirmi alcuni dati necessari per la stesura dell’articolo.

Lunedì,10 gennaio 2022

La prima citazione di Zumaglia è del 1150 con il nome di Gemalia. Nel 1243 la località è invece indicata con il nome di Zemalie, trasformato successivamente in Sumaija, e riguarda la decima dovuta alla chiesa di Santo Stefano di Biella; la consistenza della popolazione che risulta a quella data è molto esigua.

La storia

Tra il X e l’XI secolo Zumaglia era compresa nelle donazioni imperiali a favore della chiesa di Vercelli. Il primo documento in cui viene citata riguarda la decima dovuta alla chiesa di Santo Stefano di Biella.

Il 22 aprile 1243 la località fu venduta al comune di Vercelli. Resta documentata la presa di possesso “de loco Rochi et Zemalie”, ma si trattò di una breve parentesi, perché di lì a poco la signoria tornò di nuovo tra le mani del vescovo Martino Avogadro che, fuggito due anni dopo da Vercelli per la guerra civile tra guelfi e ghibellini, entrò in possesso di Zumaglia, di Ronco e di Andorno.

Nel 1291 un grave fatto di sangue contrappose gli abitanti di Zumaglia e Ronco a quelli di Vigliano. Non si trattava probabilmente di una semplice faida di campanili, ma di un tentativo di destabilizzare gli equilibri politici a favore degli Avogadro.

Alla morte del vescovo Uberto Avogadro di Valdengo (1328), fu nominato vescovo Lombardo della Torre, membro di una potente famiglia guelfa milanese. Un primo embrione del castello venne edificato in quel periodo. Alla morte del vescovo gli Avogadro di Valdengo espugnarono il castello di Zumaglia e misero in fuga il governatore del luogo (1343). Pochi anni dopo, nel 1348, iniziò l’episcopato di Giovanni Fieschi: la rocca di Zumaglia venne ulteriormente rafforzata e divenne, insieme a Masserano, uno dei cardini del sistema difensivo episcopale.

Nel 1377, dopo la sommossa popolare di Biella contro il vescovo Fieschi, anche la rocca di Zumaglia venne occupata e consegnata al conte Amedeo VI di Savoia.

Tra il 1383 e il 1434 l’incarico di castellano fu affidato prima a Besso Taglianti, poi a Giovanni de Arlie di Donnaz, quindi a Franceschino Gottofredo. Tuttavia i notevoli costi di conduzione del feudo non consentirono ai castellani di rientrare delle spese; nel 1416 la località venne declassata da dominio diretto in feudo e fu concessa ai creditori, gli eredi di Franceschino Gottofredo.

Nel 1528 le ristrettezze economiche del casato di Gottofredo portarono a varie cessioni di porzioni feudali a Filiberto Ferrero-Fieschi, nipote di Giovanni Fieschi; nel volgere di pochi anni l’intero feudo venne quindi nelle sue mani.

Intorno alla metà degli anni Cinquanta del secolo, Filiberto Ferrero-Fieschi divenne famoso per le oscure manovre politiche e le nefandezze ai danni degli abitanti del luogo.

Nel 1572 la proprietà di un terzo del feudo fu venduta alla famiglia Rebuffa per 400 scudi, mentre nel 1620 la restante parte venne infeudata alla famiglia d’Albier.

In più riprese tra il 1672 e il 1736 il senatore Guglielmo Leone e poi il figlio Giuseppe Maria acquistarono tutto il feudo riuscendo a ottenere il titolo di conti. Nel 1757 il feudo e il titolo passarono a Francesco Felice Pillotti, al cui casato restarono fino all’abolizione dei privilegi feudali.

 Castello, Brich di Zumaglia

Il castello risale al 1291 e fu edificato su una precedente costruzione. La fortezza fu potenziata intorno al 1329 su disposizione del Vescovo di Vercelli Lombardo Della Torre, signore della zona. nel ‘400 fu una roccaforte del dominio dei Ferrero Fieschi potentissima famiglia di biella ,costruttrice a Biella del famoso chiostro di san sebastiano e annessa chiesa simbolo del potere famigliare di quel tempo in città che talvolta non perdeva occasione di vessare il popolo. Alcuni dei membri di questa famiglia risaltano nella storia del Brich, come il principe Filiberto, particolarmente tiranno e crudele. Il castello venne poi distrutto nel 1556  a causa di un bombardamento delle truppe di Enrico secondo di Francia e ricostruito solo quattro secoli dopo, nel 1937, per opera del conte Vittorio Buratti. Attorno all’edificio fu allestito un parco e sono tuttora presenti alberi di specie rare o esotiche anche di notevoli dimensioni.


Nell’area circostante è stata istituita nel 1995 l’area attrezzata di Zumaglia e Mont Prevè.

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