Rubrica ” Carta & Penna. Tra Sentimento & Passione “. Intervista al giovane scrittore italiano Samuel Segato.

Giovedì 6 gennaio 2022 Venezia

Prosegue il nostro viaggio alla conoscenza dei vari poeti e scrittori più rinomati della nostra Italia.Terra di Alessandro Manzoni, Petrarca, Boccaccio e oggi con un pizzico d’orgoglio possiamo dire di Samuel Segato. Natio della bella e cara Venezia che fin dall’età di 7 anni si appassionò alla storia e alla scrittura.  La nostra Redazione si è recata da lui per farle qualche domanda mirata.

– Samuel ci può raccontare un po’ di lei ?

Sono nato a Arzignano nel 1988. Ho una Laurea magistrale in Interpretariato e Traduzione Editoriale, Settoriale che ho conseguito nel 2013 presso l’Università Cà Foscari di Venezia. Da quando avevo sette anni (anzi quasi!), ho coltivato una grande passione per la storia, in particolare per le due guerre mondiali. A più riprese, le maestre hanno tentato inutilmente di farmi leggere Topolino e Paperino ma di notte, prima di dormire, sfogliavo l’enciclopedia di Enzo Biagi, “La Seconda guerra mondiale” (Gruppo Editoriale Fabbri). Parallelamente, ho concentrato la mia fantasia in una serie di racconti, nei quali i personaggi inventati erano inseriti in contesti storici realmente esistiti. Praticamente, il principio è lo stesso de I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni o de Il nome della Rosa di Umberto Eco, anche se ovviamente non pretendo di raggiungere il loro livello.

– Qual’è stato il percorso che l’ha portato alla scrittura?

Già all’epoca delle elementari avevo diverse idee per delle storielle d’azione, però intorno al secondo anno delle medie ho iniziato veramente a scrivere qualcosa di concreto. Poi, all’epoca del liceo, scrivevo una serie di racconti storici, ciascuno dei quali era di 8 o 10 pagine al massimo. Ogni festa di compleanno significava che la mia famiglia doveva assorbirsi un racconto e doveva resistere almeno 40 minuti o anche un’ora!…

– Ci può raccontare la sua recente opera letteraria?

È un racconto liberamente ispirato alle versioni de Il barbiere di Siviglia di Pierre Beaumarchais e di Gioacchino Rossini. La città è la stessa e il protagonista esercita la stessa professione di Figaro. Esattamente come nella commedia, un nobile chiede aiuto all’amico barbiere per incoronare il proprio sogno d’amore. Infatti, il Conte di Buenaventura è innamorato di Clara, la figlia di uno dei più grossi imprenditori del Paese. Ma il padre della ragazza vuole che lei sposi il figlio del magnate dello zucchero allo scopo di compiere una fusione industriale. Sicché, l’obiettivo è di far saltare le nozze.

Tuttavia, è chiaro che ci sono delle differenze evidenti rispetto a Il barbiere di Siviglia. La trama non si svolge nel Settecento, bensì nel 1955: un periodo storico che conoscevo decisamente meglio, quando la Spagna era governata dal regime di Franco. Lo stesso barbiere, Pablito, ha delle caratteristiche molto particolari: è un veterano nazionalista della Guerra Civile spagnola e, durante la Seconda guerra mondiale, ha combattuto nella Campagna di Russia arruolandosi nella Divisione Azul: l’unità dell’esercito tedesco per volontari spagnoli.

-Dove è possibile acquistarla?

Sul sito di Berica Editrice (bericaeditrice.it), che molto generosamente mi ha seguito nel percorso che ha portato alla pubblicazione, su Amazon e IBS.it.

-Quali sono i progetti che ha in mente  per il futuro?

Ho in mente di scrivere ancora. Si stanno affacciando diverse idee. Ad esempio, sto già lavorando a un possibile prequel de “Il Raggiro”: la “biografia” del barbiere prima della vicenda narrata in questo libro.

Grazie per la disponibilità e conntg.news le augura tanti successi.

Emanuele Dondolin – Michel Camillo- Redazione

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