Il Piemonte è famoso per la sua gran varietà di gustosi formaggi: i più conosciuti sono
- Robiola di Roccaverano: ha origini liguri, ma fu certificata nel 1979 come prodotto tipico del Piemonte. Roccaverano si trova in provincia di Asti: è un delizioso paese ricco di borghi medioevali ed antiche torri ben conservate.
- Raschera: è il caratteristico formaggio a pasta semidura; si usa molto anche per fare
ottime fondute, ripieno per i ravioli, condimento delicato per gli gnocchi e ogni tipo di
pasta. - Castelmagno: la sua produzione è tipica della zona di Cuneo. Ha origini molto antiche che risalgono al 1277; con i secoli diventa un importante formaggio conosciuto nelle più famose cucine europee, soprattutto inglesi e francesi. Ha media stagionatura, la pasta è semidura, prodotto con latte vaccino ovino o caprino e si conserva in speciali cantine che mantengono il suo sapore intenso e quasi piccante; può essere usato per antipasti, primi e secondi, per contorni, e condimenti per gnocchi, risotti, torte salate e tortelloni. È il principale ingrediente per la classica ricetta della fonduta di formaggi.
- Murazzano: prodotto solitamente nella provincia di Cuneo e venne ufficialmente
riconosciuto nel 1996 a livello europeo con la Denominazione di Origine Protetta (D.O.P).
Murazzano è un piccolo grazioso paese dominante sulle Langhe con un’antica torre
medioevale, molto ben conservata e un piccolo ricetto.
Altre specialità dei formaggi piemontesi sono quelli freschi come vari tipi di ricotta, i tomini, primo sale, certosa etc.
Una regina dei formaggi piemontesi è la toma con molte diversità di sapori secondo la
stagionatura ed i paesi di provenienza. È prodotta in alte vallate e ai piedi dei monti, composta soprattutto con latte di mucca e il suo periodo di stagionatura, a seconda del formato, varia dai venti ai quarantacinque giorni; viene conservata al coperto, ma in ambienti umidi. Il suo aspetto e sapore variano a seconda della lavorazione, dell’alimentazione delle mucche, e dal clima in cui viene prodotta. Vi è un’ottima variante ottenuta con latte pecorino. La fontina ha origini molto antiche che risalgono al 1200 e la tradizione popolare racconta che il suo nome deriva dalla famiglia Fontin.
È fatta di pasta semi dura, ha una stagionatura di circa tre mesi e si lascia riposare in grotte naturali. È più delicata della toma, più morbida e più indicata per la classica e celebre fonduta piemontese
Le fontine come le tome sono tutelate da consorzi italiani di produttori D.O.C
Vida Vialardi

