Don Romano De Angelis, parroco di San Luca in Roma e commentatore del Vangelo della Domenica per Sat2000 augura a tutti i nostri lettori Buon Natale.

Caro Direttore, cari amici di contg news, pur sapendo che ogni 25 dicembre celebriamo il Natale, è tutt’altro che una notizia scontata, è, invece, un vero scoop! Per noi cristiani, mediante la Celebrazione liturgica, non si tratta di una semplice ricorrenza o commemorazione di un fatto passato ma di un autentico evento. Siamo infatti realmente partecipi della grazia del compimento della promessa della salvezza che Dio ha fatto dopo il peccato originale. Mentre siamo in cammino verso il ritorno glorioso di Cristo alla fine dei tempi, siamo però realmente partecipi del fatto che Dio è con noi, viene nel mondo per farsi carico, delle conseguenze del peccato fino alla morte di croce a cui si consegna liberamente e per amore nostro, per renderci partecipi della sua vittoria mediante il perdono dei peccati, la resurrezione della carne e la vita eterna. La grande notizia è che Dio viene, che è con noi. Ecco perché in questi giorni ci riaprono alla gioia le parole del Profeta Isaia: “Cercate il Signore, mentre si fa trovare, invocatelo, mentre è vicino. L’empio abbandoni la sua via e l’uomo iniquo i suoi pensieri; ritorni al Signore che avrà misericordia di lui e al nostro Dio che largamente perdona”. (Is 55,6-7). San Francesco d’Assisi volle raffigurare, per vedere anche con gli occhi della carne, la straordinaria notizia annunciata dagli angeli: l’angelo disse loro: «Non temete: ecco, vi annuncio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi, nella città di Davide, è nato per voi un Salvatore, che è Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, adagiato in una mangiatoia». E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste, che lodava Dio e diceva: «Gloria a Dio nel più alto dei cieli e sulla terra pace agli uomini, che egli ama». (Lc 2,10-14) Ecco perché,  leggiamo nelle Fonti Francescane, che a Greccio nei pressi di Rieti la notte di Natale 1223… “per l’occasione sono qui convocati molti frati da varie parti; uomini e donne arrivano festanti dai casolari della regione, portando ciascuno secondo le sue possibilità, ceri e fiaccole per illuminare quella notte, nella quale s’accese splendida nel cielo la Stella che illuminò tutti i giorni e i tempi. Arriva alla fine Francesco: vede che tutto è predisposto secondo il suo desiderio, ed è raggiante di letizia. Ora si accomoda la greppia, vi si pone il fieno e si introducono il bue e l’asinello. In quella scena commovente risplende la semplicità evangelica, si loda la povertà, si raccomanda l’umiltà. Greccio è divenuto come una nuova Betlemme. Questa notte è chiara come pieno giorno e dolce agli uomini e agli animali! La gente accorre e si allieta di un gaudio mai assaporato prima, davanti al nuovo mistero. La selva risuona di voci e le rupi imponenti echeggiano i cori festosi. I frati cantano scelte lodi al Signore, e la notte sembra tutta un sussulto di gioia. Il Santo è lì estatico di fronte al presepio, lo spirito vibrante di compunzione e di gaudio ineffabile. Poi il sacerdote celebra solennemente l’Eucaristia sul presepio e lui stesso assapora una consolazione mai gustata prima”. Che la celebrazione del Natale ci faccia sentire la gioia della Parola di Dio che fa ardere il nostro cuore, la forza sanante del Sacramento del Perdono di Dio, e la potenza dell’Eucaristia che ci permette di riconoscere ed accogliere Gesù nostro Redentore. Buon Natale!!!!

Don Romano De Angelis

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