Natale di umiltà e di fragilità
Città del Vaticano 23 dicembre 2021
Il Santo Padre Francesco , ha ricevuto in udienza la Curia romana per il tradizionale scambio di auguri natalizi , in cui ha pronunciato l’atteso discorso di fine anno . Un discorso che ha voluto richiamare i cardinali e i collaboratori ad un’essenzialità missionaria che trova nel Mistero del Bambino di Betlemme e nel Natale cristiano il suo vero e solo paradigma. Ancora una volta Francesco ha messo in guardia la Curia e la chiesa tutta dal rischio della mondanità spirituale. Vasta eco sulla stampa nazionale e internazionale il discorso che , lungi dall’essere di circostanza, è risuonato come una vera e propria meditazione profetica e sociale rispetto al clima mondiale ed ecclesiale in un natale ancora segnato fortemente dalla Pandemia.
Il Papa , rimandando alla contemplazione del presepio, ha ricordato che la fragilità è condizione scelta e amata dal Figlio di dio e dunque vera opportunità di annuncio e di salvezza per l’umanità tecnologica e onnipotente di questo nostro tempo.” Lasciamoci evangelizzare “dall’umiltà del Bambino Gesù”, della povertà ed essenzialità “in cui il Figlio di Dio è entrato nel mondo”, consapevoli che “senza umiltà non si può incontrare Dio”, e “nemmeno il prossimo, il fratello e la sorella che ci vivono accanto”. L’umiltà, che è “la grande condizione della fede, della vita spirituale, della santità” è “capacità di saper abitare” “con realismo, gioia e speranza, la nostra umanità” amata e benedetta dal Signore. E’ comprendere che non dobbiamo vergognarci della nostra fragilità. Solo l’umiltà, infine, mette la Chiesa nella condizione giusta per affrontare il percorso sinodale “che ci vedrà impegnati per i prossimi due anni”, e permette alla Curia romana di dare testimonianza di una Chiesa “che si mette in ascolto dello Spirito e pone il suo centro al di fuori da sé stessa”.
Questo il cuore del messaggio natalizio di Francesco alla Curia Romana, alla viglia di intensi e significativi appuntamenti che fino al 10 gennaio vedranno il Pontefice impegnato dalla messa della notte di Natale all’atteso messaggio Urbi et Orbi a mezzogiorno del 25 dicembre , seguiranno il Te Deum il 31 dicembre e la Messa di capodanno nella Giornata Mondiale per la Pace . Le celebrazioni natalizie termineranno dopo l’epifani quando ci sarà un’altro tradizionale e importante appuntamento, l’incontro di inizio d’anno con il Corpo diplomatico . Si chiudi quindi per il papa ottantacinquenne un ‘altro denso anno di pontificato tutto orientamento all’essenzialità evangelica e alla pastorale della porta accanto e in uscita, quella che ci insegna il vangelo del natale .
Mastrolilli Gianfranco


