Il Pensiero Domenicale

Oggi , nella IV domenica di Avvento , il pensiero domenicale tratto dal Vangelo ce lo propone don Romano De Angelis, volto noto di Sat 2000 , sacerdote incardinato presso la Diocesi di Roma, parroco di San Luca in Roma Pretenstino, amico e – con la sua comunità- sostenitore di questa Rivista Web.

Ed.


IL COMMENTO DOMENICALE

I personaggi che ci guidano e accompagnano in questo “tempo forte” dell’Avvento sono: il Profeta Isaia, Giovanni Battista, il precursore di Gesù e, in modo speciale, la Vergine Maria che, anzitutto con la festa dell’Immacolata, che ci ha fatto contemplare il compimento della promessa della salvezza che Dio ha fatto subito dopo il “peccato originale” e la onnipotenza della grazia di Dio, sorgente delle vera bellezza. Oggi, ultima domenica di Avvento è ancora la Madre di Dio a sostenere il cammino che la liturgia ci propone con la prima parte del racconto della visitazione di Maria SS.ma a S. Elisabetta (1,39-45). In Maria si compie perfettamente il cammino dell’Avvento e lei si rivela la vera “Arca dell’Alleanza” perché nel suo grembo porta il Redentore e proprio per questo, al saluto di Maria, la potenza dello Spirito permette a Giovanni, ancora nel grembo di Elisabetta, di esultare di gioia sentendo la presenza di Gesù nel grembo di Maria. Da questo anche Elisabetta capisce tanto da salutare Maria come “benedetta fra le donne” e “madre del mio Signore”. Sono queste due donne le prime profetesse del Nuovo Testamento. Le parole che si scambiano profumano di Bibbia, fanno riecheggiare le parole dei profeti con cui Dio ha sostenuto e guidato il suo popolo. Questo incontro ci fa anche pensare al cammino sinodale, recentemente aperto da Papa Francesco, perché con le parole che si scambiano, manifestano e alimentano a vicenda la loro fede. È ciò che avviene quando i credenti si incontrano e lasciano parlare lo Spirito che fa vedere la storia con una luce nuova: mettersi in ascolto della Parola di Dio, mettersi in ascolto del proprio prossimo, anche dei lontani e di coloro che non condividono la propria fede, domandarsi in preghiera cosa lo Spirito Santo ci suggerisce.

Portiamoci dunque spiritualmente ad Ain Karem presso la casa di Zaccaria ed Elisabetta per essere partecipi di quella gioia che ci fa percepire la reale presenza di Gesù Redentore nel grembo gravido di Maria e viviamo la nostra vocazione di battezzati: quanto si dice di Maria può essere detto in generale di tutta la Chiesa e di ogni fedele: “Eredità del Signore in modo universale è la Chiesa, in modo speciale Maria, in modo particolare ogni anima fedele. Nel tabernacolo del grembo di Maria Cristo dimorò nove mesi, nel tabernacolo della fede della Chiesa sino alla fine del mondo, nella conoscenza e nell’amore dell’anima fedele per l’eternità.” (beato Isacco della Stella, abate (Disc. 51; PL 194, 1862-1863. 1865)”. Dunque vivendo la beatitudine dell’ascolto della Parola di Dio “beata colei che ha creduto nell’adempimento di ciò che il Signore le ha detto” (Lc 1,45) anche la Chiesa e ciascuno di noi siamo chiamati ad essere “gravidi di Gesù Redentore”; mentre Gesù parlava “una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: «Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!». Ma egli disse: «Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!»” (Lc 11,27-28). Siamo dunque chiamati a concepire Dio accogliendo e credendo nell’adempimento della Parola di Dio per diventarne testimoni credibili, “cristofori” cioè portatori di Cristo, come venivano chiamati i primi cristiani. Non dobbiamo rimanere in poltrona a criticare o ad aspettare che qualcuno faccia qualcosa; Cristo è già venuto e ha fatto tutto, ora tocca a noi vivere da veri operai della Vigna del Signore perché attraverso il nostro “eccomi” venga il Regno di Dio. Allora con Maria canteremo il “Magnificat” che D. Bonhoeffer definisce “il canto più rivoluzionario dell’Avvento” perché esalta non la violenza ma la onnipotenza dell’amore di Dio che “Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato i ricchi a mani vuote” (Lc 1,51-53).

Buon cammino carissimi amici.

don Romano De Angelis

Lascia un commento