Cultura Spirituale. Prepariamoci al Natale cantando con…. le antifone in “O”

San Leone Magno propone una rilettura del fondamento teologico dell’Avvento come preparazione a celebrare la venuta del Figlio di Dio nella carne, ma guarda anche oltre, cioè alla seconda venuta di Cristo, “quando tornerà a giudicare i vivi e i morti” come recitiamo nel Credo.

Il tempo di Avvento ha una duplice ripartizione che rispecchia questo doppio aspetto, infatti dalla prima domenica di Avvento al 16 dicembre si caratterizza principalmente per la sua  dimensione escatologica.

Dal 17 al 24 dicembre tutto si concentra sulla prima venuta del Figlio di Dio, possiamo parlare  di “Avvento storico” o “dell’incarnazione”.

Nel Lezionario tale caratterizzazione è netta, nella Liturgia delle Ore c’è invece un intreccio di temi mariani e natalizi assieme a  quelli escatologici.

Augè evidenzia come: “Nel successivo sviluppo durante il Medioevo vengono introdotti altri elementi minori di carattere natalizio, come, ad esempio, il canto del Rorate coeli desuper e le antifone al Magnificat che iniziano con la lettera O, sintesi di alcuni titoli cristologici e della preghiera dei giusti dell’Antico Testamento. Le lettere iniziali di queste antifone in una lettura al rovescio compongono un curioso acrostico: “Ero cras” (= sarò domani)”.

Dal 17 al 23 dicembre, il canto del Magnificat ai Vespri è accompagnato da  sette antifone che costituiscono una serie chiamata «antifone maggiori» o «antifone “O”». Ciascuna di esse inizia infatti con un’invocazione – «O» – rivolta al Signore Gesù.  

Questo settenario è molto antico: risale al tempo di papa Gregorio Magno, rappresenta una sintesi del messianismo dell’Antico Testamento in cui attraverso le antiche immagini della Sacra Scrittura, enumerano i titoli divini del Verbo incarnato e il Veni è portatore di tutta la speranza della Chiesa, la liturgia dell’Avvento in esse raggiunge la sua pienezza.

Le antifone sono state composte in latino e si è notato che la prima lettera dell’invocazione che segue la «O» iniziale forma un acrostico al rovescio molto significativo. Ecco in latino e in italiano, la sequenza di queste parole: Sapientia – Sapienza,  Adonai – Signore,  Radix – Germoglio,  Clavis – Chiave,  Oriens – Astro,  Rex – Re,  Emmanuel – Emmanuele. Quando si parte dall’ultima, la prima lettera di ciascuna parola latina, compone due parole latine: “ERO CRAS”, cioè «[ci] sarò domani». Si tratta della risposta del Messia all’accorata invocazione di ciascuna antifona: “Domani verrò”.

La struttura dell’ antifona si apre subito con una invocazione rivolta al Messia attraverso un titolo dell’AT;  tale titolo viene ampliato e specificato facendo ulteriore riferimento a qualche attributo del Messia o a qualche evento cruciale della storia della salvezza. L’antifona raggiunge il suo culmine con l’invocazione “vieni” che è  specificata ulteriormente descrivendo il motivo per il quale si invoca la Sua venuta (vieni… “a salvarci, a insegnarci, a liberarci…”).

È presente in ogni antifona un riferimento al passato, al presente e al futuro, si tratta di guardare a eventi o caratteristiche legate al modo di agire di Dio nel passato per invocare la Sua venuta al presente nella chiesa post-pasquale che siamo noi, nell’attesa del compimento escatologico nella venuta finale e definitiva del Cristo nella gloria.

Le antifone O esprimono con ancora maggior forza che il Bambino deposto nella mangiatoia di Betlemme è veramente il Dio che abbiamo atteso e desiderato e che questa attesa che si fa desiderio si rinnova ogni anno: è Lui l’eterna Sapienza, il nostro Signore, il Messia lungamente atteso, il Germoglio della stirpe di Davide, il Re, il vero Sole che sorge, il Dio con noi, l’Emmanuele. Lui ha portato a compimento l’attesa dei popoli con la sua incarnazione e soprattutto nel mistero pasquale; e Lui infine attendiamo perché tutti possano conoscerLo come Sapienza, Signore, Re…

Di seguito le antifone in Italiano:

Giorno 17 : “O Sapienza, che esci dalla bocca dell’Altissimo, ti estendi ai confini del mondo, e tutto disponi con soavità e con forza, vieni, insegnaci la via della saggezza.”

18: “O Signore, guida della casa d’Israele, che sei apparso a Mosè nel fuoco di fiamma del roveto e sul monte Sinai gli hai dato la legge: vieni a liberarci con braccio potente.”

19: “O Germoglio di lesse, che ti innalzi come segno per i popoli, tacciono davanti a te i re della terra, e le nazioni t’invocano: vieni a liberarci, non tardare.”

20: “O Chiave di Davide, scettro della casa d’Israele, che apri e nessuno può chiudere, chiudi e nessuno può aprire: vieni, libera l’uomo prigioniero che giace nelle tenebre e nell’ombra di morte.”

21: “O Astro che sorgi, splendore della luce eterna, sole di giustizia: vieni, illumina chi giace nelle tenebre e nell’ombra di morte.”

22: “O Re delle genti, atteso da tutte le nazioni, pietra angolare che riunisci i popoli in uno: vieni e salva l’uomo che hai formato dalla terra.” 23: “O Emnmanuele, nostro re e legislatore, speranza e salvezza dei popoli, vieni a salvarci, o Signore nostro Dio

padre Andrea da Vallombrosa.

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