Continuano le riflessioni dei credenti durante il secondo tempo di avvento-attesa- antecedente al Santo Natale. Fra Martino della Basilica di San Sebastiano di Biella, appartenente alla Fraternità Religiosa dell’Ordine dei Frati Minori, ci invita a crescere alla luce di Dio.
Emanuele Dondolin
IL PENSIERO SETTIMANALE
Giovanni Battista è la figura che ci accompagna al Natale. Oggi è la domenica appunto di Giovanni il Battista. Lui fu una figura fondamentale per Gesù. Fu il suo iniziatore. Storicamente Gesù considerò il Battista come suo maestro, e si fece battezzare da lui per il perdono dei propri peccati. Allora, la parola di Dio scese su Giovanni. Il verbo “scendere” in greco vuol dire anche “nascere, generare”. Dopo questa discesa il Battista se ne va per tutta la regione a predicare. Quando la parola di Dio all’inizio della storia scende sulla creazione nasce il mondo e ogni essere vivente. Quando la parola di Dio attraverso l’Angelo scende su Maria, nasce Gesù. La parola che scende su Giovanni lo invia, lo spinge e lo fa profetizzare. Dio quando scende, quando viene, produce una creazione, una nascita, un rinnovamento. Allora: l’incontro con Dio che parla è un incontro che mi crea di nuovo ciò vuol dire che mi cambia e produce in me un movimento, un cambiamento, un’apertura dentro di me. Come Francesco d’Assisi che lasciò risuonare la parola: sentì le parole di Dio – “Francesco, va’ e ripara la mia casa”. Non fu più lo stesso. La parola di Dio è diventata la sua. Quando la parola di Dio scende su di me, deve far nascere in me l’amore. Quante parole vuote e senza alcun senso ascoltiamo durante una giornata, migliaia delle parole! Ma la Parola di Dio non è qualsiasi parola. La Parola di Dio è quella parola che mi penetra nelle profondità, mi scuote e mi tocca, mi centra nel mio intimo. San Paolo esprime chiaramente cos’è la parola di Dio: “La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore”. Non v’è creatura che possa nascondersi davanti ad essa. Comprendiamo, allora, che la parola di Dio non è di certo una parola fra le tante! Peccato, che spesso non la ascoltiamo… L’uomo odierno ascolta tutto e tutti, tranne la parola di Dio. Forse per questo, che non possono nascere in lui né amore, né perdono, né giustizia, né santità. L’Avvento è un tempo benedetto dell’attesa ma anche è un tempo dell’ascolto della parola di Dio. Il Battista predica nel deserto. Nella Bibbia il deserto è un luogo per cui si deve passare. Non si può giungere da nessuna parte, in nessuna terra promessa se non si ha il coraggio e la forza di affrontare il proprio deserto. Quindi, il deserto più che un luogo fisico è una dimensione della vita. Viene, cioè, un momento in cui bisogna smettere di sfuggire a sé stessi, smettere di cercare risposte fuori di noi, smettere di riempirci e di imbottirci di idee e pensieri vari, e guardarci per davvero in faccia senza mentirci. Nel deserto non c’è nessuno: ci sei solo tu. Molte persone hanno il terrore di stare con sé. C’è chi non può stare senza fare qualcosa. C’è chi non può stare nel silenzio, perciò sempre e dappertutto ascolta musica. C’è chi deve parlare sempre e riempire tutti gli spazi vuoti (mi ricordo sono stato una volta sul treno, un signore di fronte parlava tre ore in continuo, da Roma a Milano) In seguito, tutti noi passeggeri, dovevamo ascoltare tutte le storie della sua vita. Abbiamo fatica di fermarci ed ascoltarci. C’è chi non riesce a stare da solo e deve sempre stare in compagnia di qualcuno perché ha paura di sé. C’è chi non riesce neppure ad ascoltare quello che prova, che neppure può sentirlo perché lo teme troppo. Un grande esercizio è quello di stare un giorno intero senza nessuno e niente. Niente libri, niente telefono, niente computer, niente cose da fare, niente da scrivere, poco da mangiare. All’inizio incontreremo il vuoto, il disorientamento e cercheremo il modo per scappare. Ma se avremo forza di rimanere faremo una grande sorpresa. (proviamo e capiremo!). L’Avvento è un tempo del deserto, del silenzio e dell’ascolto. Nel deserto il Battista predica la conversione per il perdono dei peccati. Cos’è la conversione? La conversione in greco è meta-noeo, ciò vuol dire – “tornare indietro” e indica il cambiamento di pensiero e della vita. La conversione è cominciare ad amare. La conversione è l’ascolto…l’ascolto della parola di Dio… Attraverso di essa, Dio si incarna in me e fa tanti miracoli…La conversione è scoprire in me di tante risorse buone che possono essere moltiplicate…per il bene mio e degli altri. La conversione è cominciare ad assomigliare a Dio. Cari fratelli e sorelle, siamo un piccolo seme che può diventare una pianta. Pianta grande, bella, forte e santa. Pianta di Dio. Cresciamo nell’ascolto della Parola di Dio… Siamo uditori della Sua Parola.
Buon cammino , Buon Avvento.
Padre Martino da Biella O.f.M.
FOTO COPYRIGT BASILICA SAN SEBASTIANO-CONTG.NEWS foto concesse per la pubblicazione da Riccardo Bertoglio




