TORINO.LA BELLA VENARIA REALE E LA SUA REGGIA È PATRIMONIO DELL’UNESCO

LA REGGIA DI VENARIA REALE
È considerata tra le più belle delle Residenze Sabaude alle porte di Torino: è iscritta alla lista UNESCO
Patrimonio dell’Umanità. Fu realizzata su progetto dell’architetto Amedeo di Castellamonte per desiderio
del Duca Carlo Emanuele II che usava la Reggia per le sue battute di caccia. La costruzione fu ispirata sulla
base del celebre e famoso Palazzo di Versailles.
Durante l’occupazione dei francesi nel 1700 la dimora subì gravi danni. In seguito l’architetto Filippo Juvarra ingrandì il palazzo e diede particolare risalto alla Grande Galleria e la Chiesa di San Uberto. Furono poi costruiti importanti ampliamenti delle scuderie e soprattutto la splendida Reggia di Diana. Gli interni sono
riccamente decorati con statue, dipinti, stucchi, e quadri rappresentati scene di battute di caccia.
Celebre è la Galleria di Diana , dea romana della caccia, opera di Juvarra , ricchissima di stucchi, dipinti di scene di caccia e la dea è raffigurata con una mezzaluna sul capo; questa galleria è composta da
grandissime finestre che con la luce del sole rispecchia la bellezza della sala ed è il cuore della Reggia.
Da visitare la Chiesa di San Uberto, considerata un vero e proprio capolavoro del barocco. Fu fatta erigere
per volere di Vittorio Amedeo II di Savoia nel 1716 ; internamente l’altare è grandissimo, nella parte alta si
possono ammirare le balconate dove la famiglia reale seguiva le messe.
I celebri giardini uniscono moderno e antico con pezzi archeologici ed opere contemporanee che valorizzano la natura ed il paesaggio. Da visitare le fontane, il canale ed i laghetti; i diversi ettari coltivati a
orti e frutteti e il Giardino dei fiori. Nel parco basso c’è la Peschiera, nel parco alto si trova il Gran Parterre.
Imponente è la statua dell’ Hercole Colosso. Questi giardini sono tra i più importanti giardini italiani per la
bellezza delle prospettive e l’ampiezza del panorama naturale che li circondano: dalle Alpi e dai boschi del Castello della Mandria.

Vida Vialardi

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