IL MESSAGGIO DI BUON AVVENTO DEL VESCOVO DI BIELLA MONSIGNOR ROBERTO FARINELLA

La Parola della Redazione

Carissimi lettori, pubblichiamo il messaggio pervenutoci dal Vescovo della Diocesi di Biella Monsignor Roberto Farinella in occasione del tempo liturgico dell’Avvento ringraziandolo di cuore di aver risposto al nostro invito per una riflessione in questo tempo forte per tutti i cristiani.

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Il messaggio del Vescovo monsignor Roberto Farinella tratto dalla Veglia Diocesana dei Giovani per l’Avvento.
Carissimi ,
L’Avvento ci invita a “vegliare”,a un impegno di vigilanza guardando fuori da noi stessi, allargando la mente e il cuore per aprirci alle necessità dei fratelli e al desiderio di un mondo nuovo. È il desiderio di tanti popoli martoriati dalla fame, dall’ingiustizia e dalla guerra; è il desiderio dei poveri, dei deboli, degli abbandonati. Questo tempo è opportuno per aprire il nostro cuore, per farci domande concrete su come e per chi spendiamo la nostra vita”. Il secondo imperativo di tutta la vita cristiana è quello relativo alla preghiera. Gesù ci dice: pregate sempre. “Rivolgendo i nostri pensieri e il nostro cuore a Gesù che sta per venire la preghiera eleva il nostro cuore proprio come quando si attende qualcosa o qualcuno. Noi attendiamo Gesù e lo vogliamo attendere nella preghiera, che è strettamente legata alla vigilanza”.
Tutto questo non in un’atmosfera di consumismo ma di gioia autentica ed interiore. Papa Francesco parlando ai giovani ha messo in guardia i cristiani dalla perdita di identità: “Anche noi cristiani, che pure siamo popolo di Dio, rischiamo di mondanizzarci e di perdere la nostra identità, anzi, di “paganizzare” lo stile cristiano”. Serve la Parola di Dio che annuncia “farò germogliare per Davide un germoglio giusto, che eserciterà il giudizio e la giustizia sulla terra. E quel germoglio giusto è Gesù che viene e che noi attendiamo.” Ci mettiamo alla scuola di Maria “donna dell’attesa e della preghiera”, perché ci aiuti a rafforzare la nostra speranza nelle promesse del suo Figlio Gesù, per farci sperimentare che, attraverso il travaglio della storia, Dio resta fedele e si serve anche degli errori umani per manifestare la sua misericordia”. Infine giungiamo al culmine della nostra riflessione con un atteggiamento importante che qui non può essere più comandato, ma è un’esigenza stessa del cuore: DESIDERARE.
Letteralmente desiderare è spingerci verso le stelle, guardare, ambire verso il Cielo.
Se non abbiamo mai fatto questa esperienza saremmo manchevoli di qualche cosa.
C’è un personaggio nei Vangeli del Natale che emerge per il suo desiderio di bene, ed è San Giuseppe. Lui ha desiderato con tutto il cuore poter vedere la salvezza d’Israele, e lo ha fatto nel modo più bello possibile diventando “padre” di un bambino che non era suo biologicamente, essendo Gesù Figlio di Dio, concepito nel grembo di Maria per opera dello Spirito Santo, ma ugualmente sentendosi chiamato attraverso i “sogni”, a ricevere una missione di sposo, di padre e di custode. Nel tempo dell’Avvento cresce il desiderio di essere sposi, nel senso più profondo, di essere in comunione con l’Altro che è Dio, che sono i fratelli; di essere genitori, cioè capaci di saper generare vita, negli ambienti dove siamo e di prenderci a cura del mondo e degli altri, quindi custodi.
Il nostro cammino allora come quello di Giuseppe anche se avviene nella notte, in tante nostre notti dello spirito, sarà sempre, illuminato, rischiarato dalla bellezza delle stelle, del chiarore del cielo, dalla forza dei sogni.
Buon cammino, buon Avvento!

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