La Parola del Giorno a cura del parroco di San Luca in Roma don Romano De Angelis
” Dalla Parola di Dio alla Giornata Mondiale dei Poveri. Don Romano accompagnerà i cristiani in questa giornata domenicale”.
DALLA REDAZIONE
Chi è Don Romano? È un sacerdote cattolico dal 16 maggio 1987. Da sempre vicino ai più bisognosi, curatore spirituale di molte anime, dal settembre 2015 parroco della Comunità Parrocchiale di San Luca sito del Quartiere Pretenstino di Roma. Un grande amante di Dio , della Bibbia , dei Vangeli. A lui e alla sua Parrocchia il nostro grazie. Il direttore responsabile Emanuele Dondolin
” Dalla Parola di Dio alla Giornata Mondiale dei Poveri. Don Romano accompagnerà i cristiani in questa giornata domenicale”.
APPROFENDENDO LA PAROLA DI DIO
L’ anno liturgico (che ci fa rivivere ogni anno la storia della salvezza, dall’attesa della nascita di Gesù, il salvatore promesso, fino alla ricapitolazione di tutta la storia in Cristo Re dell’universo) volge al termine e il Vangelo ci aiuta a riflettere sul significato della fine di questo mondo e su dei segni che, se non compresi, possono incutere spavento e smarrimento. Dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà,
la luna non darà più la sua luce,
le stelle cadranno dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. (Mc 13,24b-26)
Questi segni non annunciano una distruzione ma l’arrivo del Figlio dell’uomo, cioè di Gesù, il Redentore.
Dunque la fine è in realtà un nuovo inizio; infatti questa tematica verrà ripresa con l’inizio del nuovo anno liturgico, con il tempo di Avvento che annuncia il Natale di Gesù, che viene a salvarci.
COSA SARÀ LA FINE DEL MONDO?
Allora la fine del mondo sarà proprio il compiersi delle promesse di salvezza che Dio nel suo infinito amore ha fatto subito dopo il “peccato originale” (Io porrò inimicizia fra te e la donna, fra la tua stirpe e la sua stirpe: questa ti schiaccerà la testa e tu le insidierai il calcagno – Gen 3,15). Dunque possiamo parlare non semplicemente di fine del mondo ma del fatto che ci viene rivelato il fine, il senso della storia umana che spesso ci appare incomprensibile o addirittura avversa.
Proprio per questo è importante prepararci; non è né una favola, né una lotteria, ma è una proposta, un dono d’amore che Dio ci fa, che quindi ci chiama, ci coinvolge: possiamo rifiutare o accogliere e corrispondere.
Allora la fine di questo mondo e la fine della mia vita terrena non sarà qualcosa a cui è meglio non pensare ma sarà un annuncio di gioia: Dio è fedele alle sue promesse:
Così anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, è alle porte. (Mc 13,29)
E Gesù porta l’immagine del ramo del fico, cioè: questi segni sono come quando il ramo del fico diventa tenero e mette le foglie perché si sta scaldando la temperatura: e un segno sicuro che sta ormai arrivando l’estate.
Gesù ci invita quindi ad imparare a distinguere ciò che passa (cielo e terra) e ciò che resta (la Parola di Dio) che in ebraico (dabar) indica non semplicemente una espressione, un concetto ma una realtà generativa di vita, di comunione e d’amore.
Possiamo così alimentare la virtù teologale della speranza perché nutriti dalla Parola di Dio e dai Sacramenti, incontriamo e riconosciamo Gesù nostro Redentore, nella preghiera e nei fratelli che il Signore mette sul nostro cammino; avremo così il coraggio, fronte ai problemi e alle paure della vita, di non fuggire, di non alienarci ma di andare incontro al Signore: scopriremo che quei dolori non sono il rantolo della morte ma le doglie del parto da cui nasce la vita e la gioia.




GIORNATA MONDIALE DEI POVERI COSA SIGNIFICA?
In questa domenica celebriamo anche la quinta giornata mondiale dei poveri. Purtroppo ci sono molti nuovi poveri. Difficile fare un elenco di categorie perché sarebbe lungo. Certamente la pandemia ha messo in seria difficoltà chi non era tutelato da un normale contratto ma anche tutte quelle persone la cui attività era legata al movimento di persone per motivi di lavoro, per turismo e attività varie. Ci sono poi tutte le persone che a causa di una crisi familiare che portano alla separazione o divorzio si ritrovano in povertà per la difficoltà di gestire la situazione; ma anche povertà umana per l’esperienza di solitudine e isolamento che si è venuta a creare con la pandemia.
La chiesa deve annunciare l’amore preferenziale di Dio per i poveri ma anche farsene strumento efficace, tenendo presente che la Chiesa non è un ente assistenziale a cui segnalare la difficoltà ma la Chiesa siamo tutti noi; Chiesa, Ecclesia, vuol dire assemblea di coloro che rispondono alla chiamata di Dio. Quindi non possiamo delegare, dobbiamo metterci in gioco tutti; il Sinodo che ha aperto Papa Francesco è una grande possibilità di riscoprirlo e attuarlo mettendoci all’ascolto della Parola di Dio e di tutto il popolo, anche dei non credenti, di coloro che sono scartati, dei poveri perché attraverso tutti ci parla lo Spirito Santo.



