Lettera sfacciata a te, che non fai l’ora di religione
A cura del lettore Antonio Iannaccone
Caro giovane biellese che hai deciso di non seguire le lezioni di Religione a scuola, sommessamente e sfacciatamente vorrei chiederti: ne sei proprio sicuro?
Il sottoscritto è un docente della materia in causa (come era facilmente intuibile), giunto quest’anno a Biella e, sebbene rispetti la tua scelta come una possibilità che la legge ti dà, davvero faccio fatica a comprenderla.
In particolare, non capisco come puoi far fuori le tue domande più grandi in questo tempo del tutto speciale, in cui quel piccolo dittatore chiamato Covid mette in crisi tutti i piccoli luoghi comuni con cui cerchiamo di tirare a campare e, se non abbiamo gettato tutto il cervello all’ammasso, ci costringe a fare i conti con le questioni decisive della vita.
Da quando il microbo è diventato il nostro signore, ad esempio, vacilla terribilmente il mito forse più grande del nostro tempo, quello definito dalla parola magica, “libertà”, talmente onnipotente da sembrare la soluzione ad ogni questione e che invece è costretta a tapparsi in casa perché basta un essere miliardi di volte più piccolo di un moscerino a metterla in crisi. Lo stesso vale per la scienza (di cui, tra parentesi, sono studioso e appassionato), venduta come mito che pretende di offrire soluzioni istantanee ad ogni problema, e che invece da centinaia di giorni (e, sembra, per molto tempo ancora) è impotente anch’essa davanti al microscopico rompiscatole. Potrei continuare, ma il succo è questo: o uno si strappa di dosso il suo cervello e il suo cuore, oppure, mi sembra, è spinto a domandare oltre le sue insoddisfacenti risposte, oltre la capacità delle sue mani.
Che cosa rende autentica la mia libertà, anche chiuso tra 4 mura? Che risposta cerca il mio cuore nell’inquietudine che vivo e che non può essere chiusa dentro un’equazione matematica o una mia idea?
Domande di questo genere sono il cuore dell’ora di Religione. Perché è in quest’ora che esse non rimangono appese al nulla, ma possono essere messe a confronto, nella piena libertà di ciascuno, con quell’ipotesi che l’uomo da sempre ha posto come termine ultimo di risposta: “Dio”.
UN FATTORE MISTERIOSO CHE HA PROVOCATO L’UMANO COME NIENTE ALTRO
Insomma, mi rivolgo soprattutto a te, che cominci a prendere sul serio tutta la tua sete di futuro e di felicità: come fai a escludere in tutta sicurezza dal tuo bagaglio culturale e umano l’ipotesi grande e suggestiva di quel Mistero che nel corso della storia ha interrogato, provocato, in molti casi abbagliato, l’esistenza di letterati, artisti, poeti, condottieri, scienziati e uomini di ogni genere?
Prova ad immaginare ad esempio quale totale passione per la bellezza abbia animato Dante quando fece i conti fino in fondo con l’ipotesi di Dio… e oggi, grazie a questo incontro, abbiamo probabilmente il più grande poema che l’uomo abbia mai composto, la Divina Commedia. Ma, in generale, si fa fatica a pensare a qualche grande genio della letteratura o della filosofia che possa ignorare bellamente la questione Dio come indegna di essere conosciuta. E paradossalmente questo vale anche per coloro che si definiscono atei: chi nega Dio deve essere ben ferrato su di Lui… E tu, invece, vuoi davvero evitare di fare i conti con un fattore così importante, così decisivo per esprimere i sentimenti più profondi e grandi del cuore umano? E perché, soprattutto, ti privi di tutto questo proprio nell’adolescenza, ovvero nel momento in cui inizi a prendere coscienza delle domande più grandi dell’esistere?
Ma tutto l’umano è provocato a superarsi dal libero confronto con l’ipotesi di Dio, non solo la letteratura e la filosofia. Prendo un esempio che forse ti sorprenderà: la scienza. Ebbene, Galilei, colui che iniziò il metodo scientifico che ancora oggi utilizziamo, lo fece perché provocato dalla grandiosa e suggestiva ipotesi che l’universo fosse stato «scritto in caratteri matematici» e, rischiando fino in fondo di verificare quest’ipotesi di un Mistero ragionevole al fondo delle cose… ebbe ragione (e, per dire, anche il telefonino che hai in tasca è stato costruito in base a leggi fisico-matematiche scritte sfruttando questa stupefacente scoperta).
Se poi sei mai entrato dentro una cattedrale (un esempio recente e magnifico è la Sagrada Familia, a Barcellona) e se lo hai fatto con un minimo di consapevolezza, difficile non domandarsi… “ma chi glielo ha fatto fare”? Che cosa hanno vissuto, che cosa hanno incontrato quegli uomini per tirare su gli innumerevoli dettagli di bellezza di un’opera così maestosa?
Riguardo alla storia, l’”ipotesi Dio” è – stando alla pura e nuda cronaca dei fatti – quella che ha provocato senza paragone tutti i più grandi avvenimenti conosciuti. Senza entrare nei preziosi dettagli che non possiamo approfondire in questa breve lettera (ma nell’ora di Religione sì!), basti pensare che il tempo, ovvero la cosa più preziosa che abbiamo, è misurato praticamente da tutto il mondo a partire dall’avvenimento della nascita di Gesù Cristo. Pensaci, non c’è un evento che l’umanità intera conosca come più grande di questo per misurare lo scandire del suo cammino. Insomma – come abbiamo appena visto – come fai a studiare Italiano, Filosofia, Scienze, Arte, Storia e tutto il resto senza fare i conti con la questione religiosa?
Ma c’è di più. Anzi, sai cosa ti dico? Sfacciatamente ti sfido: qualunque sia il luogo dove vuoi dirigere la barca bella e fragile della tua vita, perché “porti dei limiti”? Perché devi escludere a priori proprio una cosa così grossa come questa? In definitiva, quindi, “scegli tu” (e quindi vieni a vedere di che si tratta), non eliminare a priori la scelta. L’ora di Religione è proprio il momento in cui uno “non scappa”, ma prende di petto quella che è potenzialmente la questione più grande della vita, quel punto all’infinito cercato dagli uomini di ogni tempo come l’orizzonte grande a cui tendevano tutte le loro paure e le loro domande, non cancellate, ma prese sul serio (e ovviamente la religione delle scuole elementari o delle scuole medie non è fatta per rispondere a questo).
AL PRIMO POSTO LA REALTA’
A questo punto, se un po’ ti conosco, il ragionamento che hai in mente è il seguente: sì, può anche essere, ma si tratta alla fine di questioni personali, che riguardano l’intimità del mio cuore e che preferisco affrontare per i fatti miei, non per forza chiuso in un’aula scolastica.
Riguardo a questo, lasciami ancora il tempo di dire brevemente quanto segue. Attenzione, perché qui c’è il rischio più grande, cioè quello di creare nella tua testa un fantoccio di Dio che non serve a nulla e che presto – se non l’hai già fatto – getterai nel primo cestino a tua disposizione. Il modello di “fantoccio di Dio” più diffuso è una specie di babbo natale inutile e irreale: idea malsana che di solito viene dall’avere le domande proprie di un adolescente e le risposte religiose proprie di un bambino delle elementari.
L’ora di Religione è, infine, proprio il miglior antidoto a questa tentazione di crearsi un “dio fatto su misura”, perché al centro di essa non c’è un’idea, né una morale, né un bel messaggio: il cuore è la realtà. Al centro di quest’ora c’è infatti l’ipotesi affascinante e – sì, lo dico anche io che ci credo con tutto il cuore – incredibile del Mistero che si comunica attraverso dei fatti, ovvero attraverso avvenimenti imprevedibili, fino allo scandaloso annuncio di Dio che entra nella storia umana facendosi uomo, diventando parte carnale di essa. Insomma, non sono “chiacchiere”: c’è un’ipotesi reale con cui fare i conti e che può essere sottoposta al fuoco vivo delle tue domande, della tua ragione, della tua cultura. E che può essere il punto concreto, l’esperienza reale, da cui poi partire per comprendere tutte le culture e tutte le religioni.
Oppure, puoi infischiartene di tutto e uscire dall’aula quando inizia l’ora di Religione. Sì, vero, la legge lo consente, ma la tua intelligenza e il tuo cuore sono d’accordo?
PS: Ho scritto questa lettera anche perché, nel caso eventualissimo tu cambiassi idea, magari, se lo domandi con cuore e cortesia, io credo che difficilmente un direttore d’istituto ti negherà di partecipare alle lezioni che in questi giorni vanno iniziando…
Foto Concessa dall’Autore della Lettera.
Redazione

