Ricordato il 23 settembre. Oggi raccontiamo la storia di questo esempio per chi opera nel mondo della comunicazione sociale
Giancarlo Siani, giornalista italiano, nasce il 19 settembre 1951 a Napoli. Giancarlo era un ragazzo come tutti inquanto amava diverse cose. Tra queste la passione per il giornalismo iniziata fin dai tempi dell’ Università. Conseguì sempre i massimi risultati scolastici. La sua missione lavorativa a difesa della buona e libera informazione iniziò presso alcuni periodici napoletani che lo ingaggiarono per raccontare fatti di cronaca nera spesso legata a crimini mafiosi. Fu proprio da qui questa sua tenacia verso questo delicato argomento spesso figlio dell’omertà come la mafia. Si mise ad approfondire i compiti dei vari clan e le loro nefandezze. Nel corso della sua carriera non si fece problemi a illustrare e a pubblicare le informazioni ricevute da un amico carabiniere. Informazioni che riportavano una notizia come l’arresto del boss Giona avvenuto attraverso la ” spiata ” da parte del clan Nuvolesi gemellato con il clan dei Casalesi. Giornalista pieno di passione ma scomodo. Fu proprio per la sua troppa libertà di espressione e troppo amore per la verità che venne ucciso. Noi di per sé potremmo riassumere la sua figura come un grande uomo , un modello da seguire per tanti operatori della comunicazione e per tanti giornalisti.
E.d.

