VIAGGIAMO CON DIO: ALLA SCOPERTA DELLA CHIESA EVANGELICA VALDESE

Oltre alla fede cattolica, sono diverse le culture religiose presenti in Italia. Tra queste approfondiamo la religione valdese, in quanto domenica 31 ottobre vi è stata una ricorrenza storica che ha segnato la storia del mondo protestante ovvero la festa (o meglio ricorrenza) della Riforma partita con il grande padre del Protestantesimo Martin Lutero. Per questo motivo ringraziamo fin da subito il pastore valdese Marco Gisola per la sua disponibilità a rispondere ad alcune nostre domande permettendoci così di conoscere questo mondo tutto da scoprire.

1) Pastore Gisola, domenica vi è stata la Festa della Riforma. Ce ne può raccontare il significato?

La Festa (o domenica) della Riforma è una ricorrenza in cui i protestanti di tutto il mondo ricordano quello che è stato l’evento che ha dato l’avvio alla Riforma Protestante ovvero la divulgazione delle 95 tesi di Martin Lutero sull’efficacia delle indulgenze. Lui non voleva fondare una nuova Chiesa, ma quella riflessione diede vita a un dibattito, che poi avrebbe portato, dopo alcuni anni, alla nascita delle Chiese Protestanti, perché Lutero era stato scomunicato dalla Chiesa Cattolica e, ricordando questo momento ogni anno, vogliamo in qualche modo ricordare i fondamenti della fede Cristiana Evangelica che la Riforma ha riassunto nell’Evangelo della sola Grazia di Dio offerta gratuitamente al credente.

2) Tra gli ispiratori della Riforma non vi è stato solamente Martin Lutero. Come mai la vostra Chiesa si chiama Valdese? Qual è l’origine del vostro nome?

Certo, Martin Lutero è il più noto, anche perché è stato il primo, ma contemporaneo a lui è stato un altro riformatore (come noi li chiamiamo) Ulrico Zwingli a Zurigo e poi diversi altri, tra cui uno dei più noti è Giovanni Calvino, che è venuto circa una generazione dopo. I valdesi appartengono alla famiglia della Riforma calvinista e non a quella della Riforma luterana, benché le due riforme si siano ormai riconosciute al cento per cento. La nostra Chiesa si chiama valdese perché in realtà, prima di essere una Chiesa, è stato un movimento cosiddetto ereticale (ovviamente definito così dagli oppositori) nel medioevo, perché Valdo, da cui prende il nome, un mercante di Lione, alla fine del XII secolo (una generazione prima di Francesco d’Assisi) fece un po’ la stessa cosa di Francesco, ovvero vendette i suoi beni, dopo aver fatto tradurre parti dei Vangeli, e volle vivere in povertà. Ma dato che il gruppo che si riunì intorno a lui a Lione, formato da uomini e donne, voleva predicare liberamente per le strade della città, questo non fu accettato e furono anch’essi scomunicati; quindi si diffusero clandestinamente un po’ in tutta l’Europa ma in piccoli gruppi nascosti e dunque arrivarono anche in Italia, prima nel nord ma poi persino in Calabria, già dal Tre-Quattrocento. Fu da qui che aderirono alla Riforma nel 1532, quando le idee di Lutero, di Calvino e degli altri riformatori si diffusero anche in Italia.

3) Quando nacque la Chiesa Valdese in Italia e quando a Piedicavallo e nel territorio biellese?

In Italia i Valdesi erano presenti già alla fine del medioevo, ma non erano una Chiesa, bensì un movimento. Nel momento in cui aderirono alla Riforma diventarono una Chiesa, cominciarono a costruire luoghi di culto e ad avere dei pastori. In quel momento uscirono dalla clandestinità e diventarono appunto una Chiesa riformata, ovvero una Chiesa Protestante che si rifaceva alla tradizione calvinista. Vi furono secoli molto difficili con grosse persecuzioni fino al Settecento; fino a metà Ottocento i Valdesi erano in pratica rinchiusi in un confine molto preciso, in quelle che vengono chiamate solitamente le “valli valdesi”, ovvero quelle valli tra Pinerolo e le Alpi, in Piemonte; e solo nel 1848 ricevettero da re Carlo Alberto di Savoia i diritti civili, il 17 febbraio di quell’anno. Poche settimane dopo, a fine marzo, Carlo Alberto concesse gli stessi diritti anche agli ebrei, l’altra minoranza storica del Piemonte. Da quel momento i Valdesi poterono uscire dalle loro valli senza più dover abiurare la loro fede e, quindi, un po’ in tutta Italia nacquero delle piccole comunità e delle scuole, perché l’alfabetizzazione e l’istruzione furono importanti fin dall’inizio per la Riforma. E proprio a Piedicavallo, oltre ad arrivare ogni tanto dei pastori provenienti da Ivrea o da altri luoghi, arrivò in pianta stabile una maestra, che aprì una scuola pubblica, nel senso che era rivolta a tutti i bambini del paese, dove si insegnava a leggere e a scrivere. A Piedicavallo fu costruito il tempio, edificato secondo la tradizione degli scalpellini della Valle Cervo e nacque anche una piccola comunità, che poi si diffuse in altri luoghi del biellese.

4) Come è strutturata la vostra Chiesa?

La Chiesa Valdese è strutturata per assemblee. Ogni comunità locale ha un’assemblea, si raduna in assemblea ed elegge un consiglio che governa, che organizza e gestisce la vita della Chiesa e ne è responsabile e ogni anno riferisce alla sua assemblea. La stessa cosa avviene a livello nazionale: la Chiesa Valdese è molto piccola, ma è diffusa su tutto il territorio italiano. Vi è dunque un’assemblea, che si chiama sinodo, formata da centoottanta membri, in parte pastori e pastore (perché da cinquant’anni abbiamo anche il ministero femminile) e in parte deputati. Così sono chiamati, proprio come i parlamentari, perché sono eletti dalle comunità a rappresentarle in questa assemblea, che è la massima autorità umana della nostra Chiesa, che prende quindi le grandi decisioni che riguardano tutte le comunità. Questa assemblea, il sinodo, elegge ogni anno la Tavola Valdese; con questo nome, che può sembrare curioso, si intende un comitato esecutivo formato da sette persone che gestisce la vita della Chiesa e tutti i rapporti verso l’esterno tra un sinodo e l’altro.

5) A livello teologico-biblico quali sono i sacramenti che riconoscete?

I sacramenti riconosciuti da tutte le Chiese Protestanti sono due, ovvero il Battesimo e la Cena del Signore, che è un altro nome con cui noi usiamo chiamare l’Eucaristia. Questo perché i riformatori nel Cinquecento definirono sacramenti solo quei gesti concreti in cui vi erano degli elementi naturali (l’acqua nel Battesimo e il pane e il vino nella Cena) accompagnati da una parola di Gesù e da un Suo comando o invito a ripetere questi gesti. Potremmo dire che il Battesimo è il sacramento che unisce tutti i cristiani, perché noi riconosciamo il battesimo amministrato in qualunque altra Chiesa cristiana, perché il Battesimo è sempre amministrato nel nome della Trinità (Padre, Figlio e Spirito Santo). La Cena è invece purtroppo sacramento che divide, nel senso che non ci si può ritrovare alla stessa mensa insieme per delle divergenze dottrinali sul significato e su chi sia autorizzato a presiedere la Cena o Eucaristia.

6) Quale percorso dovrebbe intraprendere una persona che decide di abbracciare la vostra fede?

Intanto diciamo che la nostra fede è, come si è capito, la fede cristiana, che ha diverse forme, che corrispondono alle diverse chiese. Vi sono le Chiese Ortodosse, vi è la Chiesa Cattolica, vi sono diverse Chiese Evangeliche, alcune delle quali, quelle più antiche che risalgono alla Riforma, vengono definite “Chiese Storiche”, altre nate invece tra la fine dell’Ottocento e il Novecento. Quindi la nostra è la fede cristiana, declinata in senso protestante ovviamente, e quindi vi è un percorso intanto di avvicinamento, di frequenza del culto domenicale e di conoscenza; e poi un vero e proprio percorso di catechesi in cui con la persona che desidera approfondire per arrivare a una scelta responsabile di aderire alla nostra Chiesa si approfondiscono i temi biblici e teologici della nostra spiritualità.

7) Il Parlamento ha appena bocciato il disegno di legge Zan per la lotta contro il reato di omofobia. Quale pensiero ha espresso la vostra Tavola in merito o qual è il suo pensiero come cristiano e pastore di questa Chiesa?

Diciamo che la nostra Chiesa negli ultimi trenta – quarant’anni ha fatto un cammino che ha portato nel 2010 il nostro sinodo ad approvare la benedizione delle coppie omosessuali, per questo una legge che contrastasse la violenza omofoba, cioè la violenza che nasce da sentimenti omofobi, sarebbe stata sicuramente benaccolta e auspicata. Non c’è stato un pronunciamento ufficiale della Tavola, anche perché negli ambiti politici ovviamente è il singolo credente che deve assumersi la propria responsabilità; ma dai dibattiti che vi sono stati sui nostri giornali e sui nostri mezzi di informazione comunque era abbastanza evidente che questa legge, che semplicemente tutelava delle persone, che voleva tutelare la loro integrità fisica e morale, era sicuramente benaccolta.

Bene. Noi la ringraziamo di cuore e così abbiamo approfondito l’importanza e il significato della missione che la Chiesa Evangelica Valdese svolge e assolve nel proprio territorio e anche in tutta la nostra penisola italica.

Michel Camillo

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